giovedì 25 marzo 2010

las súper mamás e le borse

In Spagna in questi giorni tra le supermamme gira una catena via mail(Para todas las súper mamás) che elenca una serie di caratteristiche da cui è possibile riconoscere un tale esemplare. Uno degli aspetti su cui ci si può soffermare è la particolare borsa della supermamma. Un tempo, prima di avere figli, la ragazza ignara di tutto girava con minuscole borsette di vario tipo, verniciate, colorate, di cuoio, lana cotta, e poteva inserire in essa chiavi, fazzoletti, cellulare e spiccioli.Talvolta, se giovane e poco incline alle smancerie, poteva addirittura girare con i soldi nella tasca dei jeans o con zainetti microbici e sportivi. Divenuta supermamma però uno dei cambiamenti psicologicamente più devastanti cui essa è chiamata è la moltiplicazione del volume della borsa, del numero dei colli e del loro contenuto. Con il bambino neonato infatti la supermamma deve ricordarsi di portarsi appresso un mini trasloco della propria abitazione ogni volta e per fortuna l'aumento dei mesi del piccolo è inversamente proporzionale al numero di cose di cui deve ricordarsi (pannolini, salviettine, cremine, asciugamanino, bavaglino, ciuccino, biberoncino, telino, cambio per ogni necessità, biscottino,...). Tutto ciò in una apposita borsa che nelle forme e nei colori più svariati (blu) l'accompagnerà per diversi mesi e non dovrà assolutamente essere mai scordata.
Ma una volta lasciata da parte questa appendice, la borsa personale della supermamma subisce una ulteriore trasformazione, gonfiandosi, riempiendosi, divenendo da minuscola a ampia, da pochette a valigione, spesso necessariamente dotata di tracolla trasversale per permettere alla supermamma di utilizzare le mani per aprire la porta, soffiare il naso, rispondere al telefono, pulire sbrodolature varie. Mary Poppins in confronto era una dilettante. Così al suo interno la supermamma potrà reprire oltre alle cose che normalmente si usa tenere in una borsa, salviette, fazzoletti, crema per le mani, copriwater, paracetamolo, piccola farmacia, cerotti, forcine, un paio di mutande pulite, un sacchetto della farmacia con un paio di mutande sporche e umide in quanto prelavate dalla maestra, un'impegnativa per la prossima visita di controllo, dei blocchetti e delle penne utili per i momenti di noia o di attesa, dei gingilli per il bambino piccolo di turno, una borsetta ripiegabile per tenere i maglioni di tutta la famiglia quando in giro c'è troppo caldo ed è "pesante" tenerli in cintura, un paio di calzini restituiti dall'amica (prestati quella volta che la sua creatura era caduta coi piedi nel laghetto), un berrettino che "se si alza vento"... E non deve stupire la reazione isterica quando il superpapà ingenuo e tranquillo domanda "mi puoi tenere in borsa gli occhiali?".

lunedì 22 marzo 2010

Casi della vita

Quando una donna diventa mamma e supermamma piano piano il suo modo di vedere la realtà si trasforma e si accentua quella sensibilità che prima già esisteva magari solo in nuce. L’amore e la comprensione profonda che cerca di riservare ai suoi piccoli lentamente si estendono a chiunque (o quasi!) venga con lei a contatto.
Di fronte a dei ragazzi apparentemente sbruffoni, imbroglioni, pasticcioni, impertinenti la supermamma subito si innervosisce ma spesso un altro fenomeno la interessa: non solo vede in loro potenziali figli ed è in grado dunque di andare oltre l’apparenza, cercando di capire cosa c’è nel profondo; ma si immedesima nelle madri di quei bambini, di quei ragazzi, di quei figli. E sente la paura, il senso di inadeguatezza, la voglia di avere un figlio più “facile” e nonostante ciò l’attaccamento alle proprie creature.

Così capita che un dodicenne venga sospeso da scuola per le sue battute sceme, troppe volte ripetute, per le sue chiacchiere infinite, per i suoi gesti di provocazione; e che la sua supermamma, venuta dal sud anni prima, provata nell’animo tanto da aver tentato di finire questa vita, spesa e spremuta nel pulire le case del paese, si senta morire. E spera, senza neanche saperlo, che tra gli insegnanti di suo figlio ci sia qualcuno capace di guardare negli occhi del suo bambino e vedere dietro quella scorza da bullo la profondità di un lago e che quella punizione non sia stata cattiveria ma sia stata pensata e voluta come occasione di crescita.
Capita anche che certi insegnanti siano supermamme o superpapà e che si comportino come tali e che allora quei figli e le loro madri siano al sicuro perchè qualcuno li ascolterà, parlerà loro, cercherà di trovare una strada e una soluzione.

giovedì 18 marzo 2010

Primavere

Occhi di madonna lungo le strade, profumo di erba nuova nell'aria, primo desiderio di togliere il giaccone (chissà se le viole laggiù sono già spuntate?)... rivivendo il risveglio della primavera le supermamme ritornano proustianamente ai loro giorni d'asilo, alle foto sul banco con le costruzioni in mano, alle prime ricreazioni in giardino ad osservare per poi comporre l'"osservo e scrivo", a quell'aria fresca che colpisce il collo e tradisce la gola e a giornate spensierate, giocose, con pensieri semplici e profondi. Avvertono di non essere così diverse da allora e si sentono intimamente vicine alle loro creature che vorrebbero altrettanto giocose, spensierate, profonde e per le quali si augurano mille primavere da vivere, annusare, osservare, ricordare.

lunedì 15 marzo 2010

Diverse e uguali

Le supermamme sono di specie molto diversa ma sono tutte uguali. Sono diverse nell’aspetto, nelle tradizioni, nelle abitudini, nella gestione della vita. Alcune rasentano la perfezione organizzativa, altre vivono e fanno vivere nel caos; alcune hanno tradizioni famigliari consolidate, altre devono inventarsene una perché il loro passato le ha lasciate sole; alcune preparano riso e danno molta indipendenza ai loro cuccioli; altre hanno il velo attorno al volto e cucinano cous cous; alcune si muovono con calma nei loro pesi un po’ eccessivi e parlano a voce alta; altre sono riservate e timide e parlano per lo più con gli occhi. Eppure tutte corrono spingendo un passeggino se sono in ritardo per prendere il cucciolo maggiore all’uscita di scuola; tutte ripetono le paroline apparentemente senza senso dei loro piccoli che imparano a parlare in dialoghi intimi e profondi che aiutano a crescere; tutte sorridono davanti all’obiettivo che le immortala abbracciate ai loro cari in una giornata di sole o pioggia spensierata; tutte si alzano di notte se la febbre arriva improvvisa; tutte si commuovono nel prendere tra le loro dita per la prima volta quella manina morbida e rugosa; tutte soffrono e piangono di fronte al dolore e alla morte; tutte difendono i loro cuccioli da qualsiasi “aggressione”; tutte si sorridono se si incrociano e si riconoscono in un uguale destino di supermamma; tutte hanno a cuore il futuro dei loro nati; tutte quando si addormentano, di sera, sono bambine, mogli, sorelle, nipoti, compagne, amiche, e mamme (anzi supermamme), e pensano nella loro lingua al giorno che sarà domani.

venerdì 12 marzo 2010

Ricorrenze

Quando arriva il compleanno dei cuccioli le supermamme si aggirano indaffarate nell’organizzare qualcosa per festeggiarli. Corrono, comprano, impastano, preparano, spolverano di zucchero, impacchettano, disegnano... Ma quello che sentono dentro riguarda anche loro perché il cuore e la mente le riporta a quell’attesa, all’emozione mista a paura, a quel condensato di speranza e timore che come una gemma pronta a scoppiare era lì, attimi prima di sentire quel vagito. E si assentano con la mente quasi ebbra nel rivivere quegli istanti, nel risentire il velluto irripetibile di quel musino messo vicino a loro in cerca di calma, e quella manina fredda che si appoggiava alla pancia mentre con la bocchina aperta e ansimante cercava il primo latte, e quei capellini umidi appiccicati alla testina, e quel miagolio nel sonno che chissà dove era stato appreso.
E vogliono che quel giorno, a distanza di uno o più anni, sia speciale per i loro cuccioli perché niente al mondo le aveva fatte sentire così come quell’inesprimibile miracolo di una vita covata, pensata, tenuta, sperata dentro di loro e poi improvvisamente viva e concreta davanti ai loro occhi.

mercoledì 10 marzo 2010

Futuro

Le supermamme si indignano, si demoralizzano, si preoccupano anche. Succede quando hanno la percezione di vivere in un paese che non ha a cuore il futuro, e ovviamente, le supermamme pensano a quello dei loro piccoli oltre al loro. Nei propri pensieri intuiscono che si potrebbe fare qualcosa per migliorare, lo vedono anche a chiare lettere in esempi che giornali o televisione riportano, su paesi o città che hanno già fatto gesti, azioni, progetti concreti per salvaguardare il futuro delle nuove generazioni, la terra, il mondo in cui viviamo.
Le supermamme desolate si chiedano come poter incidere nel loro di paese che queste cose non le sente, fa finta di non sentirle, fa finta di avere già in atto progetti, azioni, ed è solo un modo per spartirsi fondi che non daranno mai luce e vita a nessuno. Queste supermamme vorrebbero scappare dove le loro voci e i loro istinti di proteggere sono già ascoltate. Ma sarebbe una fuga; e sanno invece che devono provare a cambiare il proprio piccolo mondo e vogliono insegnare ai loro cuccioli la forza di combattere per le cose giuste. Eppure la sentono come una cosa difficile e il futuro, dalla vischiosità di questa palude, sembra così lontano.

lunedì 8 marzo 2010

8 marzo

Le supermamme più fortunate sono quelle per cui l’8 marzo significa aver già raggiunto comprensione, condivisione, parità, amore reciproco. Le supermamme più fortunate l’8 marzo non hanno bisogno di rivendicare o nascondersi in squallidi festini ma possono guardare in faccia i superpapà che come loro si impegnano, pensano, condividono e poi stendono, aggiustano, mettono su l’acqua e cuociono la pasta, si alzano di notte, cambiano pannolini, si fanno sputare in faccia le pappe, fanno la spesa, assistono in ospedale, con tutta la naturalezza e l’amore che hanno.
Grazie a questi superpapà le supermamme possono dire che qualcosa è cambiato e che, senza tradire la propria identità di uomo o donna, insieme è meglio.

venerdì 5 marzo 2010

diari

Succede che le supermamme, guardando il quaderno di italiano dei propri cuccioli e leggendo i vari esercizi assegnati dalla maestra, si imbattano in un esercizio dal titolo: "Scrivi una pagina di diario immaginando di essere una mamma".
Succede che sul quaderno leggano lo svolgimento del compito in questa forma:
"caro diario,
mia figlia è una vera belva. E' superdisordinata, non mette mai a posto la sua stanza. Quando mangia mette i piedi sulla tavola. Legge troppo e studia tantissimo. E' ossessionata dalla principessa Sissi, quando ne parla diventa matta. Comunque le voglio molto bene. La sera quando la vado a baciare sembra un'angioletta. Poi la mattina ricomincia a farmi domande che mi ha fatto 100 volte. Le piace ballare però non è riconoscente (a volte). noi la portiamo ovunque e lei vuole sempre di più."
Succede che leggendo queste parole, che sono sicuramente in parte frutto di finzione letteraria, si sentano male e vedano in esse rispecchiate loro stesse, nella percezione che di loro hanno i loro cuccioli.
Succede allora che le supermamme pensino e ripensino alle parole che vorrebbero aver scritto in quel diario, e che suonano più o meno così:
"Caro diario,
non sai quanto sono fortunata ad avere mia figlia. E' vero che è disordinata, distratta e chiacchierona, ma non so come farei senza le sue parole, le sue domande, le sue osservazioni che mi riportano alla vita. Vorrei essere piccola anche io per tornare a sognare con la principessa Sissi, come fa lei e giocare in camera mia immaginando di essere la principessa, di muovermi e parlare come lei. A volte sembra che mia figlia non sia riconoscente e che non le importino tutte le cose che facciamo assieme, ma poi d'improvviso scopro quanto siano dentro di lei tutte le esperienze fatte e quanto ne siamo stati tutti arricchiti. Mi piace così tanto scoprire il mondo assieme a lei. Sono molto orgogliosa di come è capace di studiare, collegare, pensare, anche se talvolta fa finta di essere ancora piccolina. La sera quando la vado a baciare addormentata mi sembra addirittura un compito troppo grande quello di esserle madre, perchè è un mistero che cresce e meraviglia ogni giorno. Vorrei sentisse e capisse tutto il bene che le voglio"
Tutte le supermamme vorrebbero dare la felicità vera ai propri figli, vorrebbero davvero esserne capaci.

martedì 2 marzo 2010

quando le mamme fanno "om"

Le supermamme, spesso in maniera anche eccessiva, si prendono cura dei loro piccoli provvedendo alle loro necessità.
Non sempre però alle azioni di estrema dedizione corrisponde una equivalente attenzione da parte dei bambini e anzi spesso le supermamme si chiedono in cosa abbiano sbagliato e cercano con tutte le forze di non esplodere in rabbiose manifestazioni e mantenere calma e pazienza: le supermamme fanno "om".
Le supermamme preparano i vestiti la sera pensando a quali possano essere i più adatti e graditi: i cuccioli (grr)si alzano al mattino e imprecano contro quei "maledetti pantaloni"; le bambine attorno ai tre anni desidereranno senza dubbio indossare una gonnellina magari primaverile in inverno e possibilmente rosa; le bambine attorno ai nove sicuramente vorranno i pantaloni, ma non quelli!
...le supermamme fanno "om".
Le supermamme preparano il pranzo o la cena cercando di incontrare i gusti di tutta la famiglia: i cuccioli potranno reagire in modo diversi, sputando a spruzzo se ancora in culla, selezionando durante la masticazione parti di cibo e sputando quelle non gradite (minscole buccette di pomodoro o fagiolo, ad esempio...), dichiarando risolutamente "non mi piace!" oppure più sofisticatamente "ma io volevo un'altra cosa!"
...le supermamme fanno "om".
Le supermamme cercano di sgombrare l'ingresso da scarpe, zaini, resti di giocattoli, briciole, ombrelli in modo che un estraneo entrando non pensi di essere arrivato nella grotta di primitivi: i bambini che tornano a casa seminano libri, giacche, calze antiscivolo, scarpe (mai entrambe nello stesso metro quadrato)non accorgendosi neppure di farlo,
...le supermamme fanno "om".
Le supermamme la sera si congedano dai loro cuccioli con tutta la dolcezza possibile, con tutte le cure, i riti (quanto hanno letto sull'importanza dei riti!), le preghiere, i buoni pensieri, le coccole, sedute sul letto amorevolmente e solo dopo tutto ciò finalmente si apre per loro la possibilità di un attimo di relax a fine giornata sfinite sul divano: non appena il corpo comincia ad allentare la tensione, dalla cameretta arriva un richiamo "mamma ho sete!" "mammaaaaa" "mamma ho paura!" "mamma non ho fatto inglese"....
...anche in questo caso le supermamme fanno "om", che in realtà sarebbe l'inizio di "ommanvedidandafanbrodo", e la giornata non è ancora finita.