lunedì 31 maggio 2010

Un attimo prima che il sonno le colga

Il sonno delle supermamme, tralsciando quello repentino profondo improvviso ineluttabile che le coglie sul divano guardando (?) il programma di turno, può essere di vari tipi. Il più frequente però, soprattutto in periodi intensi di lavoro-figli-recite-cene conclusive di chissàcheattività-organizzazioni future, è quello in cui le supermamme vengono portate molto rapidamente dallo stato di veglia a quello di torpore profondo, senza però che niente impedisca loro di organizzare e dipanare un groviglio di pensieri per la giornata seguente.
Ok domani il sugo è già pronto, basta che i superpapà condiscano l'insalata,ma l'avrò detto che c'è già l'insalata pulita in frigo, devo anche prendere il pane prima di entrare al lavoro, se riuscissi anche a telefonare all'estetista per vedere se ha un buco, portare al mio collega quelle fotocopie! me ne sono scordata... quasi quasi metto la ciabatta rovescia così domani mattina mi ricordo, domani non hanno rientro quindi posso portarle in biblioteca...ma no! che esco tardi domani, speriamo che la nonna si ricordi che è impegnata con i nipoti, tornando verso casa devo anche passare dalla farmacia, ma forse sono stata troppo dura con quel mio alunno, magari domani gli parlo prendendolo da parte, e magari domani sera farò anche qualcosa di più nutriente così chissà che l'altra si tiri un po' su di peso...zzz
stream of consciousness dicevano al liceo i professori, solo ora le supermamme lo capiscono.

lunedì 24 maggio 2010

Intimità (2)

Quanto allo smussamento dell’intimità delle supermamme un’altra questione può essere indicativa del fenomeno. Si tratta dell’intimità tra le supermamme e i loro compagni. Se il bambino è un infante spesso appartiene alla tipologia infante-suora/prete che inizia a vagire poco dopo che sono iniziate le danze amorose e interrompe bruscamente ogni velleità di recuperare l’atmosfera ante quam; oppure si sveglia matematicamente un istante dopo l’inizio del rilassamento dei due “lottatori”. L’infante tuttavia è ancora incapace di intendere e di volere e addirittura può soggiornare nella stessa stanza dei suoi genitori non creando particolari problemi.
Diversamente si verifica quando il bambino cresce e le sue capacità logico-deduttive diventano pericolose. Allora c’è chi conta sul pesante sonno dei bambini, chi rigorosamente si chiude a chiave (con relativa scusa prontamente preparata in caso di tentativo di forzatura della porta), chi minimizza gli approcci, chi invece rischia e conduce tutto l’incontro con orecchie tese ad ogni piccolo rumore sospiro o passo, chi si ritrova il mattino seguente con camicia da notte rovescia a causa di una repentina necessità di rivestirsi nel buio e accogliere nella propria alcova un cucciolo assonnato con il più ingenuo “Che c’è amore? Mi hai svegliato…”, chi, ridotto in un mini alloggio vacanziero assieme agli altri componenti della famiglia, è costretto ad azzerare fruscii di lenzuola, respiri, movimenti in un difficilissimo pas de deux.
Le supermamme anche in tali situazioni quindi si ritrovano costrette, assieme ai loro partners, ad accettare un brusco ridimensionamento del loro livello di intimità.
Utili ad ovviare parzialmente l’inconveniente, oltre a romantici week end che difficilmente le supermamme si possono permettere per ovvi motivi, possono essere il catechismo pomeridiano dei cuccioli, l’ingresso al lavoro flessibile, un’improvvisa serata con i cuccioli ospiti dai nonni (spesso però il calo di tensione provoca anche forti mal di testa), giornate intere fuori casa a stancare bene la prole ed assicurarne un sonno profondo. Sonno profondo che rischierà di colpire, però, anche le supermamme e i loro mariti, come spesso accade quasi tutte le sere. Motivo per cui la forte riduzione dell’intimità a volte non è neppure avvertita.

venerdì 21 maggio 2010

Intimità (1)

Il concetto di intimità per le supermamme subisce una decisa metamorfosi rispetto a quello del resto della popolazione mondiale. Viene ridefinito, smussato, assottigliato, ridimensionato…
Il caso sotto riportato sintetizza questo singolare fenomeno.
Le supermamme tornano stanche dal lavoro, si dedicano alle coccole dei cuccioli che non vedono dalla sera prima, mettono qualcosa sul fuoco per la sera e per il pranzo, cenano assieme alla famiglia ascoltando e chiacchierando e poi corrono a farsi una doccia, agognato momento di relax e di riequilibrio fisico e mentale, come se l’acqua potesse portarsi via sporco, puzza e stanchezza. Mentre assaporano quel breve momento di pausa, sentono l’acqua scorrere e annusano delicati profumi avvolgerle, avvertono al di là del vetro appannato una nuova presenza. Alla domanda “Chi è?” subitanea la risposta “Devo fare la cacca”. Alla contro domanda-affermazione: “Ma noi abbiamo due bagni” subitanea la contro risposta-affermazione: “Ma qui ho l’asciugamano”.
Ben presto quelle delicate sensazioni olfattive si trasformano in un’insostenibile puzza che sovrasta i benefici vapori. Le supermamme corrono fuori dalla doccia, si asciugano rapidamente tralasciando il successivo ipotetico momento di idratazione con crema e scappano fuori da quello che fino a poco prima era un isolato paradiso di benessere.
Diciamo che il concetto di intimità delle supermamme viene decisamente non solo ridimensionato, ma eliminato! (sull’argomento si pensa che la trattazione prenderà in considerazione molti altri casi).

mercoledì 19 maggio 2010

Graffi e soffi

Certe volte le supermamme si sentono sbagliate e si interrogano sull’opportunità di quello che hanno fatto cercandovi potenziali errori. Altre volte invece sanno di aver fatto bene, correttamente, giustamente, ma l’attacco a sorpresa di altre della loro specie, che anziché solidarietà e gratitudine sbattono addosso recriminazioni o stupidità, le costringe a tirare fuori gli artigli, a soffiare forte in segno di pericolo, ad esternare con potenza le proprie ragioni con una grinta e un coraggio che solo le supermamme con una certa esperienza riescono a tirare fuori.
Questo non serve però a farle stare meglio. Anzi, si sentono svuotate, impoverite, tradite. E non tanto perché dubitino della propria buona fede o del proprio operato, ma perché si sentono lontane anni luce da quella specie di mamme, si sentono braccate, costrette, senza mani tese verso di loro. E’ quella parte di umanità che percepiscono così diversa, con la quale sembra impossibile arrivare a qualsiasi tipo di dialogo, di comunicazione, a farle sentire profondamente avvilite, a togliere loro la speranza in una qualsiasi evoluzione della specie che porti ad un miglioramento dell’umanità, a quella che in tanti dicono di cercare, la pace.
Troppi gesti fasulli, troppe parole di troppo, troppi insignificanti falsi valori sembrano circondarle. Ed anche se a sera arrivano messaggi e voci amorevoli di solidarietà da altri esseri simili a loro, ormai l’animo è ferito e non resta altro da fare che leccarsi pazientemente, accovacciate, sperando che passi quel peso dentro.

venerdì 14 maggio 2010

Eventi (2)

Le supermamme poi compiono gli anni e ritornano bambine perché hanno bisogno di sentirsi coccolate, di spacchettare, di attendere la sorpresa, di essere realmente sorprese. Anche se il passare del tempo un po’ le inquieta, anche se non faranno la festina con le amiche, anche se per vezzo fingono che a loro non interessi... in fondo ci tengono e ci rimangono anche male se qualcuno che è nel loro cuore non si ricorda.
Quando compiono gli anni le supermamme sanno che sta scivolando via un altro pezzettino di tempo ma sanno che hanno arricchito con quel pezzettino la torre della loro esistenza e dei loro cari.
Alcune poi annusano l’aria e risentono l’odore dell’erba tagliata e del sole con le nuvole bianche, rivedono quel vestitino di maglia leggera, azzurro con i lamponi rosa, e quella cinturina di gomma morbida e liscia sui fianchi con il quale accoglievano gli amici a sbafarsi crostatine-fragole-e-crema; e si chiedono come mai non si sentano poi così lontane e diverse da allora.

lunedì 10 maggio 2010

9 maggio 2010

A tutte le supermamme che dicono che non gl'importa, a quelle che si offendono se.., a quelle che l'hanno festeggiato la prima volta, a quelle che hanno tra le braccia un "miracolino", a quelle che hanno ascoltato una poesia detta d'un fiato, a quelle che hanno ricevuto un diploma in inglese "mum number one award", o una ghirlanda di cartoncino, un fiore di feltro, un improbabile sottopentola che trasuda vernidas, due manine impresse nel das e colorate di rosso, una foto con sorriso forzato dentro un cuore di cartone, una piantina vera che morirà tra 15 giorni, un bocciolino di rosa bagnato dalla recente pioggia...; a quelle che proprio ieri in finale di giornata si sono sentite urlare "io ti odioooo"! forza, coraggio, auguri!
Le supermamme, oltre ogni "ragionevole dubbio", pensano per un attimo al loro eterno legame iniziato chissà in che mondo e in che tempo lontani.

martedì 4 maggio 2010

Non pensarci

Ci sono cose a cui le supermamme non riescono a pensare a lungo. Cose che la vita porta nelle sue diverse onde, ma che le mente fatica a contenere, il cuore incapace di gonfiarsi così tanto.
Una ragazza bravissima e dolcissima che va a scuola con parrucca e mascherina e matura in fretta e diventa saggia e parla dei suoi sogni futuri.
Un bambino che va a scuola ma non sta in classe, il bavagliolo a collo, le cinghie che lo legano al grande passeggino, urla e grida come unico dialogo con il mondo, gli occhi che ti guardano senza vedere.
Due ragazzine travolte da un pezzo di montagna a distruggere tutti i sogni in un’assolata spiaggia in riva al mare.
Un’altra frana a colpire meticolosamente una supermamma che sta andando ad allattare il suo cucciolo nato prematuro.
Bambini trafugati nella loro innocenza.
Orfanotrofi con ciotole per cani a cui cuccioli si avvicinano per mangiare.
Madri e figli strappati gli uni alle altre e deportati in vagoni diversi, mai più ricongiunti durante l’orrore del genocidio.
Morsi di adulti analizzati sui morbidi piedini senza vita di cuccioli di 7 mesi.
Il pianto senza fine e senza ascolto dei piccoli sotto le macerie.

Allora non sarà insensibilità o cinismo se per salvaguardare la specie e avere forze per andare avanti le supermamme si dicono: “Non pensarci”.

domenica 2 maggio 2010

Supermamme di tutto il mondo unitevi

Il primo maggio è una festa che le supermamme sentono perché loro lavorano sempre. Il fatto che quel giorno non vadano a lavorare permette di fare quelle cose che nella frenesia della vita quotidiana, che unisce i frammenti di mille attività, spesso si devono lasciare indietro: lavare tende, sistemare terrazze, garage, ripostigli, mettere in vaso qualche fiore che dia colore, ripulire cassetti, provare a togliere quelle macchie... Normalmente le supermamme possono riuscire ad incastrare attività di questo genere nelle loro giornate assieme al tentativo di far quadrare il bilancio con la spesa, comprare le scarpe nuove ai figli, che sono già passati al numero successivo e rattrappiscono le loro dita nelle scarpe dell'anno prima, pensare a cosa preparare da mangiare in modo che l'apporto nutrizionale sia corretto, il gusto gradito da tutti, il cibo sufficientemente veloce da preparare...
Le supermamme prima di ciò si sono alzate magari alle 6 per prendere un treno, hanno predisposto la sera prima tutto, hanno fatto un turno in ospedale correndo tutta la notte, o in fabbrica, sudando e screpolandosi le mani, hanno piantato, curve nell'orto, sono corse in tribunale, hanno accompagnato i loro alunni in gita o al campo coni assistendo vomitate storte pianti, hanno sopportato i modi bruschi del capo che tratta da insignificanti le segretarie, hanno mangiato un panino al volo alle tre del pomeriggio, prima di riprendere il turno alla cassa del supermercato e dopo il colloquio con le maestre, hanno portato pazienza con quel bambino o uomo in difficoltà mentali o fisiche, hanno gestito spedizioni, marketing, colloqui, relazioni tra le persone. Hanno fatto tutto ciò con energia, passione, concentrazione, professionalità, senso del dovere, dell'umorismo, del sacrificio e nella maggior parte delle volte non si sono lamentate mai, anzi hanno cercato nuove energie per riservarle alla propria famiglia.
Ma si indignano molto, moltissimo, quando sentono una mamma ministro della repubblica rilasciare, proprio il primomaggio, dichiarazioni assurde sull'opportunità di non lasciare il lavoro neppure un po' dopo la nascita di un figlio, sulla necessità di fare sacrifici, sui privilegi che le mamme avrebbero nel poter svezzare i loro cuccioli, come ogni animale fa. Come se lei fosse una vera supermamma e potesse capire… Grrr!
Supermamme di tutto il mondo unitevi!