sabato 17 luglio 2010

Preparativi

Le supermamme che vanno in vacanza sentono dentro di loro un misto di sentimenti che vanno dal desiderio di essere finalmente rilassate (e poi lo saranno davvero sempre?) cullate da onde diverse o rinfrescate da verdi paesaggi, all’ansia di non aver ancora preparato le valigie, alla stanchezza per dover correre da una parte all’altra della casa con mutande, costumi, scarponi, cercando di mettere le cose giuste al posto giusto, soprattutto se in casa ci sono 40 gradi umidi.
Diverse sono le supermamme e diversi i preparativi: alcune iniziano anche 15 giorni prima mettendo in valigia le cose ordinatamente man mano che se ne ricordano, le hanno stirate e preparate. Altre invece preparano liste scritte e procedono tagliando con la matita i vari oggetti come in un rito liberatorio. Altre ancora invece riempiono il baule della macchina mettendo le cose più o meno alla rinfusa, non solo in valigie, ma anche in sacchetti sparsi (cosa che altre supermamme non tollerano). Altre supermamme ancora odiano a tal punto fare le valigie che si riducono al dopo cena della sera prima di partire, in un atteggiamento che innervosisce tutta la famiglia, e fa volare insulti ( e spesso, poi, sono costrette a fare inversione a u proprio all’imbocco dell’autostrada perché si sono ricordate di essersi dimenticate qualcosa).
Una cosa è certa: le valigie delle supermamme sono sempre le ultime ad essere preparate, nella stanchezza, il sudore e la non capacità di capire cosa portare per sé. Talvolta questo stato di prostrazione le porta a pensare che era meglio non partire.
Salvo poi ricredersi una volta annusata l’aria salmastra, l’odore dei pini, sentito il shi shi delle cicale, lo scampanellio delle mucche…
Una pausa da tutto alle supermamme fa bene, ma ogni volta se ne devono riconvincere.

venerdì 16 luglio 2010

Bambine e supermamme

Cinque bambine, amiche, cugine, sorelle, immortalate nel giardino della nonna in mutande, in ordine di altezza, con il comboloi greco al collo o sorridenti dopo la passeggiata sul Finonchio con i fazzolettini tirolesi in testa allacciati dietro e in posa da vamp, diventeranno un giorno tutte supermamme. E riprodurranno nella realtà tutta la dolcezza, le cure, le attenzioni che mettevano in pratica con le loro bambole, nei loro giochi assieme, mentre la fantasia correva in situazioni sempre nuove e voglia di inventare.
Da quella foto, come da un nucleo di partenza, la vita, il caso, le scelte le porteranno a strade diverse ma senza mai venir meno a quell’intesa che le faceva sorridere insieme. Condivideranno le gioie e gli smarrimenti, le fatiche quotidiane e le diverse esperienze. Anche i diversi chilometri di distanza che le separeranno non impediranno loro di sentirsi unite, partecipi l’una alle esistenze delle altre e quando i pensieri dell’una diventeranno addirittura troppo assordanti o difficili da sostenere l’eco di quei pensieri raggiungerà anche le altre, ma così pure la speranza, i sogni, la voglia di continuare ad essere come in quella foto in mutande, nonostante tutto.

giovedì 8 luglio 2010

Canzoni

Le supermamme che ignare del futuro durante la luna di miele percorrevano le distese pianure danesi riascoltando all'infinito "Giudizi Universali" di Samuele Bersani (anche perchè era l'unica musicassetta portata con sè, nella fretta dei preparativi... e la radio locale non era molto allettante), quelle stesse supermamme non sapevano che l'avrebbero cantata assieme alle loro figlie aspettando il pieno del metano.
Sapevano che quella canzone se la sarebbero ricordata per sempre, che sarebbe stata una delle loro preferite che l'avrebbero d'allora in poi associata a verdi terre, cieli nuvolosi e affascinanti, brezze amletiche, stradine perdute e gocce di miele dolci da assaporare. Ma non sapevano che un musetto pieno di lentiggini, con gli occhi sorridenti e spensierati le avrebbe accompagnate in quelle note, anticipandone le strofe. La vita riserva della cose inaspettate, talvolta più dolorose di quel che si poteva temere, ma anche più dolci e ricche di quel che si sperava.
I desideri delle supermamme un tempo erano indefiniti, ricchi, contorti, nebulosi; capita che ora abbiano un nome e un volto. E non è cosa da poco.

venerdì 2 luglio 2010

orsi...in via d'estinzione?

Le supermamme sanno di essere fortunate (quando sono fortunate) ad avere i loro compagni con i quali condividere l’esistenza e sono grate alla vita per questo.
Tuttavia…
Tuttavia in certi periodi dell’anno non coincidenti necessariamente con quelli del letargo i loro compagni subiscono una metamorfosi e si orsizzano.
L’elemento orso tende a prevalere su quello umano e sono necessari lunghi discorsi, scosse emotive, eventi di diverso tipo per evitare che la situazione si cronicizzi, come accade talvolta negli esemplari più anziani.
Evidenti segni di metamorfosi si manifestano ad esempio quando il periodo lavorativo è stressante, o i problemi economici affliggono. L’uomo orso tende ad assolutizzare il momento e difficilmente riesce a volgere lo sguardo altrove; persino lo sguardo diviene più torvo e il linguaggio tende a mugugnii o mutismi. Ogni tentativo dell’uomo orso di rendersi affabile, qualora un barlume di saggezza lo colga, risulta molto penoso e forzato.
Un’altra occasione di metamorfosi orsina avviene in occasione di banali raffreddori o qualche linea di febbre dei soggetti. Tutto in questo caso diviene di difficile soluzione, le cose quotidiane risultano inaffrontabili, anche in questo caso l’aspetto è imbruttito, l’umore cupo e le compagne si sentono afflitte, non tanto dalla gravità della “malattia” quanto dalla difficoltà di gestire un tale “malato”.
Altro esempio chiaro è l’arrivo del caldo: il maschio uomo gira per casa in completi inenarrabili, pantaloncini da calcio di quattro generazioni fa, torso nudo, calzoncini di felpa leggera smorlaccona, ciabattine infradito, o peggio intrecciate sul davanti. Spesso ad accompagnarli, soprattutto nelle ore notturne è un asciugamano di cotone per assorbire il sudore, elemento che azzera ogni cenno di erotismo e trasforma definitivamente in orso qualsiasi bellimbusto.
Anche quando il compagno maschio è alla ricerca di un semplice oggetto della quotidianità, magari su richiesta della compagna, l’elemento animale (orso) diventa preponderante; l’intelligenza propria dell’uomo infatti non emerge e anche il più banale degli asciugamani non balza agli occhi; per non parlare poi di oggetti meno identificabili per cui il “dov’èèèèèè???” urlato da una parte all’altra della casa diviene di rito e rende necessario l’intervento del genere femminile vanificando l’ipotetico aiuto che le serviva.
Le supermamme si augurano sempre che questo tipo di orso si estingua anche perché spesso nella fase di metamorfosi l’uomo orso passa da silenzio e mugugnii ad approcci improvvisi e orsini che non gratificano la compagna la quale necessità di dialogo, amore comprensione…ecc…ecc… e deve procedere anche in questo caso ad una riumanizzazione dell’animale in oggetto.