mercoledì 26 gennaio 2011

Una bolla di vita

Lungo il fiume le ancelle preparavano la regina per il suo ultimo viaggio. Profumi, balsami, spugne di acqua fresca, teli immacolati e vesti sontuose, le migliori, avvolgevano il corpo regale. Nel lontano medioevo.
O forse ancora oggi, quando una supermamma se ne va. Le figlie, come ancelle, la preparano a festa e tutto il dolore si stempera in quell'accudimento, il ciclo della vita si completa in quel corpo molto anziano finalmente rilassato e rasserenato. E lì attorno convengono tutti quelli che da quel corpo discendono o che ad esso sono stati legati, figlie, figli, nipoti, pronipoti, generi, nuore, amici lontani e conoscenti vicini... per un attimo di fronte a quel corpo immobile tutto si racchiude in una bolla di vita. Troppi sono i pensieri per essere contenuti, troppi i ricordi che si vorrebbero fermare e fissare, troppo il desiderio che davvero ora, di là, ci sia la pace e il senso. Ci si limita a restare sospesi in quella bolla di vita, succhiandone il valore e gli insegnamenti. Sperando che non scoppi troppo presto facendo disperdere tutta la saggezza.
(Ti vogliamo bene supernonna Bice).

sabato 22 gennaio 2011

Ispirazione

Forse perché le cose a cui star dietro aumentano smisuratamente, forse perché subentra l’alterazione dei delicati equilibri delle costellazioni famigliari, forse perché ormoni, condizioni meteo, flussi del bioritmo, quadri astrali non sono ai loro massimi livelli… alle supermamme talvolta manca l’ispirazione.
Così non hanno idea di cosa preparare per cena, non sanno che vestito mettersi che le faccia sentire bene, non sanno trovare le parole giuste, non si sentono adatte a ricoprire quel ruolo lavorativo, non sanno che libro leggere, che cosa scrivere in un post; si sentono, per così dire, fuori fase. Sembra che la loro creatività ad ampio spettro sia andata in stand by, per riprendersi non si sa quando…
Ed è, a guardarlo bene, un campanello d’allarme.
Eppure le supermamme in fondo in fondo conservano un lumicino di ispirazione e forse intuiscono cosa ci vorrebbe per rinvigorirlo.
E vorrebbero sprofondare tra le coltri fino a mattino inoltrato senza nessun tipo di sveglia, ridere a crepapelle per un film o qualche spettacolo fantastico, dormire tutta una notte intera senza essere svegliati da alcunché, comprare quelle 2-3 (mila) cosucce che sono in lista nella loro mente, essere invitate per una cena in compagnia e non dover pensare a niente, rotolarsi su un prato come bambini, fare cinema + pizza senza la stanchezza di metà serata e senza dover correre a fermare il tassametro della baby sitter, ricevere una telefonata, una mail, una lettera che annunci qualcosa di bello per loro, vivere una giornata senza discussioni, litigi e pretese dei propri figli, sentire al tg che qualcuno ha voglia di speranza, pulito, giustizia, normalità.
E’ che a volte, questa, sembra un’altra vita.

mercoledì 12 gennaio 2011

Aureole

Come fanno le supermamme a diventare sante? Non si sa esattamente quale sia la procedura, certo è che talvolta sulle loro teste di diverso colore e foggia compare un barlume, un luccichio, un alone che farebbe pensare senza ombra di dubbio ad un’aureola. Non si sa se essa compaia dopo ore o giorni di sopportazione e pazienza oppure possa apparire subitanea per un improvviso evento che le porta alla beatificazione.
Nel primo caso infatti succede che le supermamme sopportino lunghi piagnistei, infinite richieste, chiamate continue diurne e notturne; debbano mediare tra cuccioli che litigano per ore e per futili motivi; debbano aspettare fuori da palestre, piscine, assorbire vapori clorati, ascoltare discorsi non richiesti e piagnucolii di figli non loro, debbano incitare al coraggio, portare in braccio bambini addormentati sul tram, con la borsa che scivola lungo il braccio, il piumino addosso che col caldo sembra ora un cilicio, provvedere a fame e sete improvvisa, o altrettettanto improvvise pipì e popò… e l’alone sulle loro teste compare.
Altre volte invece basta un attimo e succede che la loro giornata che sembrava serena volga al peggio e anziché godersi la piacevole stanchezza soddisfatta debbano rimboccarsi le maniche e risolvere situazioni. Nel bel mezzo di una pizza serale in compagnia, ad esempio, un improvviso probabile o improbabile mal di orecchie (già sedato da giorni di antibiotico, per la somministrazione del quale già c’era stata la crisi di coscienza delle suddette) fa piombare le supermamme in un tunnel di prostrazione e dubbi… sarà vero o è la stanchezza? Devo assecondare o ignorare? Avrà male o è solo stanco? Tutti i tentativi di distrazione del piccolo servono solo momentaneamente e al sorriso si alterna un lamento semi disperato per cui non si sa se consolare o schiaffeggiare (metaforicamente, s’intende!). Alle supermamme si fredda la pizza, si chiude lo stomaco, si sgonfia la birra, viene paura per la sorte del piccolo, rabbia per la propria sorte, angoscia per come sarà la notte, desiderio di passare un’allegra serata in compagnia, rimorso per non aver coperto abbastanza le orecchie, nervoso per l’esagerazione di quel lamento che sembra piuttosto costruito, frutto di stanchezza e voglia di attenzione più che d’altro. E se poi si aggiunge che il bambino in oggetto ad un certo punto sospende il lamento atroce per chiedere la benzina e che si indispettisce pure del fatto che la sua mamma non capisca che la benzina è la benzina (leggi: ho fame!, ma perché non dirlo???!?); e si aggiunge che il dolce pargolo, avuta la benzina, si addormenta in auto e dorme sino al mattino successivo senza problemi a confermare i precedenti sospetti di grande stanchezza; e si aggiunge che l’altro figlio senza le attenzioni della propria insostituibile mamma, mette su un broncio altrettanto snervante… be’, il minimo che possa capitare è proprio quell’aureola sulla testa.
Non è dato sapere se sia formata dalla luce dell’elevazione spirituale cui deve sottoporsi la supermamma o dal fumo della rabbia che monta da dentro ma con un po’ di attenzione si nota facilmente.

sabato 8 gennaio 2011

Propositi da inizio anno

Tutte le supermamme, una volta inscatolato il Natale, si proiettano mentalmente al nuovo anno che pare riavviarsi davvero solo con la ripresa della scuola dei figli.
Solo con la riapertura dei magici cancelli delle scuole di ogni ordine e grado tutti i ritmi famigliari ritornano alla normalità, ovvero a quello stato di caos e multiforme varietà di attività che di normale non ha proprio nulla!
Così, per evitare che il pensiero di ritorno a quella normalità le angosci, le supermamme fanno buoni proprositi...
Preparare sempre il pranzo alla sera in modo da trovarlo pronto il giorno dopo, magari fare anche un'ipotetica lista di cibi da cucinare durante la settimana, magari dei cibi ipocalorici per tornare in forma smagliante dopo le abbuffate delle feste, magari rinunciando a quell'enorme quantità di cioccolatini che trasbordano dalle ciotole in giro per la casa, magari facendo finta che con la befana non inizi il carnevale con relativi dolci caratteristici....
Riuscire a fare andare a letto prima i propri bambini, evitando di ridurre il tempo per sè a quella mezz'ora di atarassia davanti a improbabili programmi tv, magari riuscendo a cenare prima, magari avendo fatto abluzioni, compiti, preparativi per la scuola prima di cena, magari riuscendo a rilassarsi un po' prima di andare a letto, magari riuscendo a utilizzare il letto anche per effusioni amorose oltre che per schiattare morte...
Dividersi bene i compiti familiari in modo da non essere sovraccaricate di lavoro tra spesa, tassista per i figli in giro per la città, riunioni pomeridiane, bucato e pulizie minime, magari riuscendo a fare la propria ginnastica settimanale senza ansia per il prima e il dopo, magari riuscendo a trovarsi ogni tanto per un tè e delle chiacchiere con qualche amica, magari riuscendo a ritagliarsi qualche oretta qua e là per togliersi qualche voglia in shopping...
Essere più attente all'educazione dei propri figlioli, magari evitando di sbottare quando la stanchezza assale, magari riuscendo a trovare le parole giuste al momento giusto, magari trovando il giusto equilibrio tra dovere e accoglienza, magari sapendo capire i bisogni dei propri cuccioli senza tralasciare i propri...
Riuscire a far quadrare il bilancio familiare per fare qualche viaggetto anche breve, per ossigenare la mente, per arricchirsi di una ricchezza che resterà per sempre nel proprio bagaglio di vita, magari in qualche gita con amici lontani, magari per tuffarsi in quel mare super azzurro, magari per pedalare in giro per l'Europa, magari per una notte in quella città d'arte, magari in una due giorni di relax per sposi, per fare il punto della situazione...
Le supermamme fanno propositi per l'anno nuovo e mentre li fanno risuona nella loro mente la canzone di Gaber che ora piace tanto alle loro creature e che ripete ossessivamente: "Utopia...Utopia...Utopia, pia pia..."...
Chissà!