lunedì 28 marzo 2011

E-ducare

Nell’era di e-learning, e-commerce, e-teaching, e-mail, le supermamme vorrebbero cercare in rete tutto, in un istinto che ormai le porta con la mente e le dita a cercare in rete sia che si tratti di orari ferroviari, di ricette, sia di immagini di anfibi per la ricerca di turno.
Ma sanno che un rischio c’è: corrono con il pensiero alla rete come risolutrice di tutti i quesiti, come se cliccando potessero trovare tutte le risposte, da quelle di fede a quelle sul futuro, a come lenire un dolore, uno spavento, a come educare i propri figli.
E-ducare, condurre, dicevano gli antichi.
Sembrerebbe così facile prendere per mano e accompagnare le proprie creature lungo i sentieri diversi dell’esistenza, guidandoli, indirizzandoli, avvertendoli, insegnando loro trucchi e scorciatoie, a superare le fatiche, lo sconforto quando il sentiero si inerpica.
Ma si sbagliavano a sottovalutare l’impegno e la semplicità di quel gesto.
A volte si sentono perse loro stesse, soprattutto in questo compito. Stanno facendo bene? Hanno sbagliato strada? Li stanno troppo tenendo per mano? O troppo poco? ...ma come lasciarsi andare se si sentono così fragili e si abbarbicano con forza? Come, se il cambiamento li spaventa ed è difficile da gestire? Come, se altrimenti a loro pare di soffocarli? Alcune supermamme sembrano serene e tranquille nel gestire tutto anche se, a volte, da qualche parte, si mostra qualche cedimento.
Chi si interroga e riflette sul proprio operato è già sulla buona strada, dicono. E così le supermamme cercano di auto-confortarsi sperando che il loro buon senso, le nozioni apprese, il confronto e l’istinto mixati assieme rendano ragione del fatto che “le madri non sbagliano mai”, come ha insegnato a lungo un grande faro e maestro da poco scomparso.

giovedì 24 marzo 2011

Evenienze

Se nel mezzo della notte, magari proprio alle 3.25, mentre stanno dormendo e contemporaneamente pensando e cantandosi ossessivamente waka waka;
se improvvisamente sentono un oggetto non identificato piombare sul piumone che le avvolge e su di loro ed emettono un grido di paura;
se il loro cuore comincia a battere forte forte all'improvviso;
se non capiscono subito cosa stia succedendo e sentono anche un oggetto freddo metallico sulla loro guancia;
se avviene tutto ciò le supermamme realizzano che può essere una delle loro creature, possibilmente dotata di apparecchio ai denti detto "baffo", la quale avendo il letto completamente disfatto ha pensato bene di rivolgersi a loro e approfittando dell'occasione si è avviluppata al loro corpo pretendendo una coccola prima di tornare nel proprio letto.
(...il bello è che nonostante l'inopportunità del momento le supermamme non possono fare a meno di godere di quel corpicino morbido e profumato vicino a loro, come un orsacchiotto di peluche quando erano bambine)

lunedì 21 marzo 2011

medico di base

Le volte in cui alle supermamme tocca di aspettare nell'anticamera del medico di base, tra il sottile odore di disinfettante a confermare l'idea di pulizia, si accorgono di essere circondate da donne e uomini generalmente più più anziani di loro.
In queste inutili attese utili le supermamme hanno la sensazione di perdere il loro tempo e l'oggetto più osservato da tutti è lo squallido orologio appeso al muro retaggio di qualche casa farmaceutica.
Le situazioni che si presentano alle supermamme si alternano tra il malinconico e il buffo. Spesso il tono di voce delle persone presenti, complice l'incipiente sordità, è talmente alto che il concetto di privacy è molto relativo e l'anticamera diventa un vero e proprio villaggio globale: una signora enumera prodezze e corsi di studi dei suoi otto nipoti, un'altra si siede al tavolo delle riviste per spulciare e commentare ricette culinarie perchè lei "cucina cucina cucina"; un signore giovane (una volta) ostenta sicurezza; un marito ottantenne accompagna dolcemente la moglie con cui ha un'eterna confidenza, con la quale fa qualche risata, alla quale spiega quel che succede e si dice, riferisce i discorsi a lei che non solo non sente bene, ma soprattutto è persa in un mondo che non conosciamo e che non ci appartiene; una signora si apposta tutta bardata sulla sua sedia e incrocia le mani sulla borsa appoggiata sulle ginocchia come una sfinge in attesa.
In quell'illuminazione innaturale con il neon, con la sera che sta calando, le supermamme osservano capelli ingrigiti o resi gialli e stopposi da casalinghe tinture, sguardi segnati, scarpe oropediche, calze contenitive, sorrisi persi nel vuoto e si inquietano pensando se anche loro saranno infine così.

mercoledì 16 marzo 2011

Una presenza fatata

Tutte le supermamme sono speciali per un motivo o per l’altro e lo sono soprattutto per chi le ama come mamme e come donne, come amiche o colleghe. Alcune però, è innegabile, hanno una marcia in più. Non si tratta di marce che fanno correre veloci sulle autostrade della moderna società, ma di marce speciali, che riguardano la profondità della vita, dell’amicizia, dei valori, del rispetto profondo.
Una di queste supermamme se ne è andata da poco strappata in un attimo all’amore di tutti. Non era più giovane, eppure giovane lo era. Nel sorriso, nella cura di sé, nell’attenzione verso tutti, nel rispetto e nel desiderio di pace. Chi l’ha ricordata nell’ultimo saluto ha messo in luce con poche parole tutta questa ricchezza che si sentiva quando la si incontrava.
E’ vero che un angelo in più è in cielo, però di angeli così c’è bisogno proprio qui sulla terra perché davvero la sua presenza rasserenava e addolciva il cammino che a volte può essere duro.
La sua eredità di supermamma (davvero super) resti almeno come esempio per tutte coloro che hanno potuto godere della sua bella persona.

sabato 12 marzo 2011

miracoli inaspettati

Che quel pianto inginocchiate sul bidet, con il test di gravidanza in mano chiedendosi come avrebbero fatto ad essere brave supermamme con due frugolette nate così vicine l'una dall'altra, sia ora una ragazzina di 10 anni, con un dolce sorriso beffardo e le lentiggini quando c'è il sole, alle supermamme pare l'eterno miracolo della vita.

mercoledì 9 marzo 2011

Perchè?

Perché di notte anziché dormire i pensieri a volte si impongono e ci tengono all’erta nella loro oscurità o nella loro precisione?
Perché non si riesce a rimandare a domani la riflessione, la programmazione, ogni stupida o grande considerazione?
Perché di notte sembra tutto chiaro, limpido e liscio e poi il mattino ogni pezzo non si incastra più bene?
Perché ci si sposta l’anello sulla sinistra per ricordarsi quella cosa e al mattino non ci si ricorda cosa si doveva ricordare? (ma l’anello lì a sinistra c’è)
Perché cose che sembravano immense di notte ora con la luce diventano quasi delle sciocchezze?
Perché la mente continua a scrivere post su ogni avvenimento o pensiero e poi non c’è più il tempo o la concentrazione per scriverlo come si deve?
Anziché dormire le supermamme a volte pensano. Perché?

giovedì 3 marzo 2011

Magie e paure

Quando il dottore appoggia sulla pancia tesa e liscia quella specie di mouse pieno di gel le supermamme per un attimo trattengono il fiato. Non già per il brivido che le percorre per effetto del freddo gel azzurro e un po’ appiccicoso, quanto piuttosto per il condensato di pensieri inespressi e pur presenti sempre, ad ogni ecografia.
Il dottore si muove agilmente su quella luna bianca e sullo schermo appaiono forme strane più o meno identificate o identificabili, si sentono bip bip corrispondenti alle varie misure confrontate con parametri di ogni tipo, si sente il galoppo veloce di quel potente minuscolo cuoricino, e ancora le supermamme ostentando tranquillità trattengono un po’ il respiro.
Sì, perché vedere la loro creatura aggrovigliata tenersi i piedini con le mani e appoggiarli sulla testina fa trattenere il respiro. Vedere la pianta di quel piedino o quel nasetto all’insù nascosto da mille altre forme misteriose, le investe di un misto di paura ed emozione. Si sentono improvvisamente desiderose di conoscere quel musetto e di accarezzarlo e di sfiorare la morbidezza ineguagliabile di quella pelle; contemporaneamente non si sentono affatto pronte, anche se già mamme, temono il momento fatidico in cui dovranno affrontare il parto, la natura esplosiva, il sonno perduto, i nuovi rapporti famigliari, i nuovi ritmi, l’organizzazione di tutto, una nuova persona con cui relazionarsi.
Un altro brivido di paura le percorre, ma non è solo quella, è anche la magia dell’evento a cui non si è mai preparati, per quanto lo si pensi. E’ quella misteriosa vita che ondeggia dentro di loro, e le spinge, e le fa sussultare e si dondola al ritmo del loro cuore e che tra poco, pochissimo, terranno tra le braccia avvolte da nuvole di stoffe morbide e dolci pensieri.