venerdì 29 aprile 2011

Delusione

Le supermamme a volte sono in preda alla delusione che racchiude in sé molto altro come la stanchezza, la paura, l’autostima, la voglia di riposo, l’incapacità di accontentarsi e rinunciare ad essere super supermamme.
Alcune vanno a pilates per mantenere postura corretta e flessibilità, altre fanno ancora pesi ed esercizi nelle palestre superaccessoriate, altre fanno corsi di logopedia per imparare a respirare col diaframma e parlare senza sforzare gola, corde vocali, muscoli del collo e tempie, altre frequentano corsi di aggiornamento di informatica, nuove tecniche, primo soccorso, sicurezza sul lavoro, disturbi dell’attenzione, contabilità…, altre ancora si regalano avvicinandosi ai quarant’anni massaggi rilassanti e rassodanti che rassodano l’ego più che le natiche e rilassano meno, soprattutto quando vedono il portafoglio, alcune lavorano extra per pagare la baby sitter dei loro figli, altre frequentano un corso di training autogeno per imparare a rilassarsi e si mettono nelle mani di psicologi fidati che le aiutino a dipanare matasse e a imparare a prendersi cura di sé altre ancora uniscono alcune o tutte queste variabili nella loro vita già zeppa di cose, impegni improrogabili o difficilmente dilazionabili, emozioni represse ed emozioni espresse,
Così sanno, sanno, fanno, fanno e un bel giorno sembra tutto per niente, e prevale la delusione perché respirano e parlano come prima e hanno sempre quel nodo in gola, il corso di informatica o contabilità impedisce loro di continuare a frequentare pilates con la conseguente rilassatezza dei muscoli che dovrebbero essere tonici e irrigidimento di quelli che dovrebbero essere rilassati, con le conseguenti parole dello psicologo che non tollera che non si prendano abbastanza cura di loro, con la conseguente inefficacia psicologica del massaggio durante il quale già si immaginano varcare la spiaggia con un tatticissimo pareo avvolto ai fianchi.
O forse basterebbe fermarsi un po’ prima, ma le supermamme non sanno mai quando, né come.

venerdì 22 aprile 2011

occhi di pasqua

Nell'era telematica a tutti, supermamme comprese, arrivano catene di ogni tipo sia via sms, sia via mail...un tempo chiamate catene di sant'antonio e puramente cartacee, ora raggiungono ogni angolo del mondo, promettono non solo soldi, ma fede, felicità, amicizia, sorrisi, talvolta miracoli. E le supermamme cestinano.
Ma talvolta danno una sbirciata; e altre volte, complice la conoscenza del mittente, leggono addirittura. Così capita loro di ricevere auguri di ogni tipo, soprattutto sotto le feste. E a volte non possono fare a meno di fermarsi sulle parole che sono state destinate loro e a chissà quanti altri.
Soprattutto se le parole invitano ad avere occhi di Pasqua, non intendendo di cioccolato fondente, nè di tagliatelle agli asparagi, fragole, colombe e neppure di torte pasqualine sbocconcellate con gli amici col tepore del sole e l'umidità dell'erba fuori porta.
Ma occhi Pasqua capaci di andare e guardare oltre, oltre quello che il momento presente fa vivere e che magari è doloroso, faticoso, impossibile o più semplicemente stancante. Oltre l'istinto di repulsione ed odio che a volte sono i più naturali. Oltre l'apparenza delle vite altrui e della loro stessa, capace e piena di risorse inaspettate; oltre l'abitudine e la routine; oltre la voglia di mandare tutto all'aria; la tentazione di essere onnipotenti; la brama di tutto quello che sembra servire ed è superfluo.
Oltre la morte per arrivare alla vita, concludono quegli auguri. E in tutta la pienezza di quelle parole le supermamme si augurano di farle proprie, almeno un po'.

sabato 9 aprile 2011

Gemma

Da sempre, da quando erano bambine, la primavera affascina le supermamme con tutto il mistero della rinascita, della crescita esplosiva, dei colori e degli odori che si fissano nella memoria e non la lasciano più. La maestra, poi, le portava in giardino a fare l'osservo e scrivo di raganelle, violette, occhi di madonna e gemme sugli alberi. Essa afforzava poi il concetto primaverile facendo studiare belle poesie sul tema i cui versi sarebbero venuti in aiuto alle supermamme nei momenti più disparati.
Così loro non dimenticheranno mai quel "verde che spacca la scorza che pure stanotte non c'era/e tutto mi sa di miracolo" (Quasimodo?) e ad ogni primavera quell'immagine ritornerà e ritornerà.
Se poi in una di quelle primavere nascerà una Gemma speciale che così, com'è naturale e incredibile allo stesso tempo, sbucherà fuori con il suo musino tondo e morbido e profumato di paradiso mentre un attimo prima era nel suo mondo di acqua e rumori lontani e nessuno la vedeva, quel "tutto mi sa di miracolo" diventa concreto, vita, potenza. Una vera e propria Gemma preziosa.