lunedì 31 ottobre 2011

Vorrebbero

Le supermamme vorrebbero tutto per i loro figli, vorrebbero quello che più li renderà felici, veri, sinceri, vivi e realizzati; vorrebbero essere sicure del futuro, di tutto ciò che sarà anche se sanno benissimo che ciò non è possibile.
Talvolta vorrebbero l'impossibile.
Ad esempio vorrebbero non avere mai fatto l'ipotesi che un loro adorabile e adorato cucciolo avesse il diabete.
Vorrebbero non aver mai sentito le parole che confermavano l'ipotesi.
Vorrebbero cancellare tutti quei giorni in cui devono capire che ciò che sta succedendo è vero.
Vorrebbero già essere abituate a tutto e forti.
Vorrebbero che il diabete fosse venuto a loro.
Vorrebbero credere ed essere sicure che tutto andrà bene, e che i loro piccoli non soffriranno mai.
Vorrebbero non sentire più niente.
Vorrebbero essere capaci di accettare e vivere e credere sempre.
Vorrebbero non sentire la sofferenza di un figlio che capisce che sarà per sempre.
Vorrebbero volare alte e leggere sostenute dalle braccia di quel Dio che ora vorrebbero esserci più che mai.
Ma si sentono sprofondare ad ogni respiro, schiacciate da un grosso peso sul petto e nel cuore. E se anche sanno, e si dicono, che ce la faranno, tutti assieme, con coraggio ed energia, come tante supermamme prima e con loro, ora la fatica prevale.
Vorrebbero la forza di tutte le supermamme del mondo dentro di loro.

lunedì 17 ottobre 2011

Non vorrebbero

Le supermamme non vorrebbero avere mal di testa mai e soprattutto alla vigilia di un compleanno in cui dover preparare torte e tortine;
non vorrebbero arrivare a sentirsi cariche di nervosismo e stanchezza;
non vorrebbero perdere la speranza nel futuro;
non vorrebbero sentire con le proprie orecchie trattare male un proprio figlio;
non vorrebbero dover dire a quella propria creatura che di certe persone è meglio non fidarsi, è meglio far finta che non esistano;
non vorrebbero neppure sentirsi raccontare che a scuola i loro pargoli vengono presi in giro perchè stanno con i bambini più deboli, o diversamente abili, o disabili, che sono loro amici;
non vorrebbero arrivare a pensare "in che mondo li sto facendo vivere";
non vorrebbero sentirsi in errore per aver "tirato su" persone sensibili, semplici, normali e non agguerriti mini adulti litigiosi, opportunisti e capaci di ferire deliberatamente;
non vorrebbero che sempre quelle creature venissero addirittura prese in giro perchè non hanno certi vestiti (ma quali poi? a loro sembrano così graziose);
non vorrebbero la colite inconsapevole a rimuginare tutto ciò;
non vorrebbero che la vita scappasse via così veloce e senza che si riuscisse a fissarne il significato;
non vorrebbero sentirsi talvolta fragili e bisognose loro stesse di protezione.
Vorrebbero semplicemente dire: "Auguri amore mio, goditi i tuoi dodici anni con la trasparenza dei tuoi occhi e del tuo cuore, senza cambiare mai". Ma hanno paura che non basti ad affrontare i minuti, i giorni, gli anni a venire, che desidererebbero solo pieni di luce.