martedì 25 dicembre 2012

Santificare

Ogni gesto, dal buongiorno del mattino al bacio della buona notte, dal versare pigramente il tè e il latte al risveglio, al ripiegare le copertine della sera davanti alla tv, dal rispondere per l'ennesima volta ad un "mamma" urlato dall'altra parte della casa, all'impacchettare di nascosto gli ultimi doni; ogni gesto possa essere reso vero, prezioso, dono, anche quando all'apparenza non sembrerebbe tale.
E' questo che si augurano le supermamme la notte di Natale.

venerdì 14 dicembre 2012

In ogni famiglia

In ogni famiglia ci sono delle regole. Gli psicologi insegnano alle supermamme interessate che non è bene dare troppe regole; ogni famiglia dovrebbe decidere quali sono le più importanti, di cui non si può fare a meno ed essere rigorosa solo su quelle.
Così per qualcuna sarà importante finire tutto a tavola, per altre non alzarsi fino a che tutti non abbiano finito, per qualcun altra non si potrà uscire se non vestiti impeccabilmente, per altre invece sarà importante andare bene a scuola, per altre ancora... la lista è infinita!
Non sempre le supermamme e i loro compagni di avventura sanno scegliere davvero quello che è importante e magari finiscono per dare importanza a qualcosa che invece di importanza non ne ha; in ogni caso le gerarchie di regole possono essere stravolte a seconda della famiglia che le ha create.
Ma tra le supermamme ci sono anche delle regole nascoste, più che regole abitudini, tradizioni, momenti fissi, altrettanto mutevoli, variabili e giudicabili strani a seconda della famiglia in cui ci si trova.
Anche in questo caso ciò che può andare bene per una potrebbe fare inorridire l'altra.
Così qualcuno sta la domenica in pigama fino a sera, o qualcun altro proprio la domenica sera salta la cena; o ancora altri che la domenica sera si ritrovano con gli amici in abbondanti cene; poi c'è la famiglia in cui ci si spaparanza sul divano il dopopranzo per una ricarica breve ma efficace, chi guardando in tv improponibili costruttori di torte a più piani o inquietanti signorine che ti organizzano il guardaroba, chi ascoltando musica o chi semplicemente ronfando sereno; in alcune famiglie, poi, la sera dopo cena ognuno se ne va in camera propria , in altre si guarda un po' la tv assieme (dal reality al film romanticone, dal dibattito irritante tra politici alla fiction con poliziotti simpatici... ce n'è per tutti i gusti), in altre ancora si ride, si fanno coccole sul lettone, si raccontano storie ai più piccoli o si legge qualcosa da soli, si sbrigano mail al computer o si finiscono tavole di tecnica (ma perchè poi le tavole di tecnica si finiscono sempre dopo cena?).
La diversificazione delle famiglie è all'ennesima potenza, eppure un elemento le accomuna tutte: il sentirsi veramente a casa proprio lì, spaparanzati sul divano nel dopopranzo a prendere in giro una sarta mentecatta che non sa altro che girare la testa, arricciare il naso e dire in accento milanese: "glielo facciamo provare?".

domenica 25 novembre 2012

Programmi

Al mattino presto, o di sera prima di addormentarsi, all'inizio di un nuovo anno, di una settimana, di un nuovo percorso lavorativo, a messa durante l'omelia, sedute al tavolo di lavoro, mentre impastano o passano l'aspirapolvere le supermamme, come le migliori manager del mondo ("economia", in fin dei conti, deriva proprio da loro...) fanno programmi.
Su cosa? Su come distribuire le varie attività nel corso della giornata, su come non essere sopraffatte dalle incombenze riuscendo a ritagliarsi qualche attimo per togliere qualche pelo superfluo o andare dal dottore per un certificato, su come non lavorare dopo cena fino a ore tarde, su come e quando andare a fare la spesa per dare respiro al frigorifero che così vuoto un po' si sente solo, su cosa cucinare nel corso della settimana, come mettere a letto i pargoli in tempo per avere poi ancora un po' di vita a disposizione, come riuscire a incastrare una riunione di lavoro pomeridina con il rugby, la ginnastica artistica o il doposcuola, come lavarsi i capelli prima di cena, come far coincidere corse estenuanti con l'idea di una vita dai ritmi e dalle fattezze più umane...
Eppure, nonostante questi minuziosi programmi mentali o scritti o resi più glamour da agende digitali e smart phone, nonostante la migliore buona volontà nel fare un programma che eviti il più possibile i fuori programma, c'è sempre qualcosa che non quadra. E questo le fa infuriare o le deprime o le costringe a nuovi programmi interrogandosi su cosa esse sbaglino.
Forse mettono troppe cose in programma; forse non sono abili a prevedere tutti gli imprevisti; forse i propri figli sono i migliori sabotatori di programmi, o forse lo sono i datori di lavoro; forse non sanno calcolare i tempi; forse pensano di essere wonder woman; forse hanno davvero troppe cose da mettere nel loro carnet.
Di certo in certe giornate ricche di "fuori programma", in cui tutto quel che avevano previsto non è stato fatto e molto altro ha occupato quello spazio già destinato, in cui le loro idee sono andate in fumo, per non lasciarsi sopraffare dall'insoddisfazione e dalla sensazione di essere un fallimento, si siedono sfinite sul divano e zappano alla ricerca di un altro "programma" il più divertente e easy possibile, che per quella giornata le alleggerisca un po'. E domani, si sa, è un altro giorno.

martedì 20 novembre 2012

De ayurvedibus et aliis

Le supermamme dei tempi moderni si destreggiano, come ormai ben noto, tra le mille incombenze della quotidianità cercando di far quadrare il cerchio, tondeggiare il quadrato, pareggiare i livelli, siano essi dei piatti di minestra, dei capelli da spuntare, dei conti della spesa, dell'ansia e di tutto ciò che la fantasia lascia immaginare.
Così può essere che nel bel mezzo della propria giornata le tensioni si accumulino, il corpo dia segnali di ribellione, le supermamme si sentano un po' afflitte, contratte, stanche, sciupate, ognuna secondo la propria particolarità: capelli sfibrati, acidità allo stomaco, tensione cervicale, pelle spenta, brufoli adolescenziali su volti che già necessitano di antirughe... non sempre è responsabile l'età, come i maligni vorranno supporre; anzi, queste caratteristiche psicosomatiche si possono definire trasversali a tutte le categorie di supermamme.
Ma magicamente corrono in aiuto parole autorevoli che inibiscono la lucidità e promettono la soluzione: l'etichetta della nuova crema promette affinamento della pelle, rivitalizzazione istantanea, eliminazione delle imperfezioni, effetto maschera di bellezza a base di cristalli di diamante, acidi ialuronici, leviganti e riempienti; la lozione ayurvedica che consiglia l'estetista ha qualità naturali, essenziali, uniche, in grado di ristabilire equilibri mentali ed epidermici; le parole del fisioterapista insegnano a massaggiare il diaframma ogni giorno, per sbloccarlo, liberarlo, rilassare la muscolatura e respirare meglio (per non parlare poi dei vari consigli di rebirthing, rolfing, training, e tutti gli "ing" possibili); l'insegnante di pilates o yoga o pilyoga o yogates consiglia semplici e veloci esercizi quotidiani per la tonicità del piede, per allungare gli adduttori spesso contratti, per rendere tonico il volto e attivare la muscolatura, per rinforzare i polsi; la rivista di attualità enuncia la bontà di fare sesso tutti i giorni per liberare emozioni e rilassarsi; un nuovo studio apparso sul famoso quotidiano raccomanda cibo appena raccolto, a km zero, guardando in faccia il contadino, per avere le vitamine giuste, l'apporto giusto, il cibo giusto...
Ecco... a parte i costi delle varie "curette" estetiche, il tempo da ritagliarsi per esercizi tonificanti di cinque minuti (alla volta!), il momento giusto da trovare per fare sesso e liberare le endorfine (possibilmente senza intrusi delle più diverse età tra i piedi), la possibilità di allungare il proprio tortuoso percorso per guardare negli occhi il contadino... ecco, a parte tutto ciò, la loro buona volontà di migliorarsi in vari modi, e le altrettanto buone e valide intenzioni dei vari "maestri" sul loro cammino, a volte le supermamme si chiedono se ne hanno davvero voglia e si schiantano a fine giornata avvolte nel piumone, con le spalle girate, gli occhi già chiusi a sognare.
Anzi no, troppa fatica sognare stasera... dormire è già più che sufficiente!

lunedì 5 novembre 2012

Magnifici Sessanta rivisitati

Le supermamme dei nostri giorni conducono un'esistenza per certi versi molto diversa da quelle delle loro antecedenti di trenta, quaranta o cinquant'anni fa.
Supermamme erano e supermamme sono, eppure le differenze non mancano a tutti i livelli. Uno per tutti: il lavoro. Difficile infatti che una donna fosse mamma e lavoratrice al tempo stesso, difficile che fosse naturale uscire di casa per procacciare cibo, difficile essere autonome economicamente e mentalmente... non sarà questa la sede per approfondire o giudicare o considerare i pro e i contro, le difficoltà e i privilegi, i sogni e le delusioni di ciascuna delle condizioni esistenziali.
Ma di certo si potrà notare che quando un gruppetto di supermamme nei nostri giorni si ritrova ad esempio ad una serata di presentazione di prodotti per la cura di corpo-cute-casa, accade qualcosa di universale. Tra sole donne si annusa, si commenta, si spalma, si chiacchiera, si ride e ci si confessa, si è un po' piccantine e un po' sagge, si ascolta e si parla, si fanno conti mentali, si assaggiano dolcetti preparati dalla padrona di casa, si fa un po' più tardi la sera, si coglie quell'occasione di casalingo marketing per essere un po' più rilassate, in compagnia, divertite.
E se negli anni Sessanta poteva essere solo quella per le supermamme l'opportunità di uscire di casa, ora, che di occasioni ce ne sono anche troppe e che talvolta l'unico desiderio sarebbe sprofondare in una poltrona accogliente e chiudere con il mondo, quell'uscita è comunque una nuvola di fantasia, allegria e convivialità. E quando assonnate e sbadiglianti le supermamme rientrano a casa, anche senza abitini di lana color pastello, cinturine in vita, perle e capelli cotonati, si sentono benissimo dopo aver vissuto la speciale atmosfera di quegli anni Sessanta rivisitati.

venerdì 2 novembre 2012

Ma quando passa?

Al banco del macellaio del supermercato succedono cose inaspettate, si dicono cose filosofiche, ci sono momenti di vita profonda tra le supermamme in coda con il biglietto in mano.
Pur senza origliare le supermamme si ascoltano reciprocamente, si raccontano scampoli di esistenze e apparentemente non diresti mai che ciascuna nasconda o conservi un dolore così.
Infatti sono truccate, ben pettinate, concentrate su quello che stanno per comprare adatto al programma di menù del giorno dopo o della settimana, gentili o ammiccanti con il macellaio.
Ma se capita di sentire uno stralcio di confidenza reciproca si apre una voragine di umanità, di compassione, di dolore e di vita... "lei che ci è già passata... ma quando passa?" " ..."  "non passa vero?".
Forse è credibile che non passerà mai il dolore per la perdita di un figlio, l'apprensione per una figlia che ha perso un bambino, il pensiero costante per un figlio malato o disabile o in difficoltà. Ma è altrettanto vero che se le vedi così, immerse nella vita davanti a quel bancone, capisci anche che le supermamme porteranno avanti il mondo sempre, con forza, decisione, coraggio e un amore grande, grande dentro e fuori.

mercoledì 17 ottobre 2012

Teenager

Se chiedete ad una supermamma che cosa sia successo negli ultimi tredici anni sicuramente non si ricorderà di moltissime cose.
Delle fatiche quotidiane e dei piccoli dispiaceri, che per fortuna dopo un po' vengono messi nel dimenticatoio. Delle arrabbiature e delle importantissime ragioni che hanno difeso e di cui non ricordano granchè. Di tutto quello che hanno preparato, dei pranzi e le cene, le feste e le sorprese, le girate per la città in cerca di parcheggio, avanti e indietro per portare e prelevare figli propri e altrui. Non si ricorderanno neppure di quante volte abbiano asciugato culetti o nasi, spalmato creme o pomate, rivestito tortiere di carta da forno o sciacquato insalata e spinaci terrosi; nè del vomito o della pipì notturni che le hanno costrette ad alzate traumatizzanti e lavaggi inaspettati, ma chissà quando poi...
Di certo però non si dimenticheranno delle notti con i pianti lunghi e inspiegabili ad avvolgere corpicini in calde coperte alla moda indiana, ultimo tentativo disperato di calmare quelle ugole bavose. E neanche delle attese fuori della sala operatoria a vivere quel tempo sospeso ed eterno. E neppure della prima esibizione sulla spalliera di quel ragnetto veloce e rapido che sembrava persino sicuro di sè. E neanche dei primi giorni di scuola con la naturale voglia di andare avanti e il desiderio di fermare il tempo. E i dentini caduti con quel buco immenso e ridicolo ad ogni sorriso. E la prima volta a casa senza di loro, sentendosi così perse e mutilate senza le loro creature accanto.
E se chiedete ad una supermamma cosa sia successo negli ultimi tredici anni capiterà di sentire che un grillo dagli occhi spalancati e curiosi sul mondo sia diventato una teenager.

venerdì 5 ottobre 2012

Cos'è

Non capiscono cosa sia quel nervoso sottile che certe giornate le prende.
Provano a sentirsi almeno normali, ma striscia e serpeggia quella sensazione strana non decifrata che non le fa sentire a posto e le fa proprio innervosire.
Allora provano a decodificare la causa ma non ne sono sicure.
E' forse perchè continuano a giudicarsi.
O perchè un loro figlio è appena stato operato.
O il figlio di una loro amica è appena stato operato.
O perchè non riescono a rilassare i muscoli.
Forse hanno sentito una notizia che non volevano sentire.
O hanno troppe cose da fare.
Non riescono a fregarsene come dovrebbero.
O idealizzano il passato e non colgono il bello del presente e un po' temono il futuro.
Che sia perchè fanno tanta fatica giorno dopo giorno.
O perchè pensano che le altre ce la facciano meglio.
Sentono che non sempre la loro vita è fatta di cose che vogliono.
Continuano a giudicarsi anche se provano a decodificare quelle sensazioni.
Si arrabbiano facilmente e anche quella rabbia viene giudicata.
O magari non riescono a prendersi momenti per sè e divertirsi davvero.
Vorrebbero proprio divertirsi davvero, ma non sanno come.
O è perchè si chiedono perchè la loro energia si disperda così senza farle crescere.
A volte potrebbe essere che dal mondo si sente di tutto.
O perchè nonostante i propositi di ogni tipo non riescono a cambiare.
O magari fanno troppi propositi.
Forse è perchè quella sensazione strisciante le pervade, e non sanno bene cos'è.

sabato 15 settembre 2012

Le vite degli altri

L'innata curiosità di alcune supermamme le portava sin da bambine ad alzare il naso all'insù per sbirciare nelle finestre illuminate d'inverno e immaginare rassicuranti scene di vita domestica, tavole apparecchiate, morbide coperte, quadretti familiari quasi idilliaci...
Non diversamente ora quando si aggirano per il mondo, sia esso molto vicino o molto lontano, amano cercare con i loro sguardi scampoli di vita altrui e ugualmente a quando erano bambine iniziano a fantasticare.
Gli oggetti preferiti delle loro "indagini" continuano ad essere le finestre illuminate al crepuscolo da cui intravedono ora scampoli di librerie, ora scaffali di cucine da cui immaginano provenire diversi profumi, stanze di giochi di bambini, soffitti più o meno colorati, decorati, con travi a vista, lampadari, disegni di bambini appiccicati sul vetro, o ghirlande frutto di lavoretti forse lontani nel tempo... Altre volte sono i terrazzini a incuriosirle, ordinatissimi, disordinatissimi, rustici,  zeppi di fiori e piante aromatiche pur nelle loro esigue misure oppure laccati di design con luci un po' fredde...
 Di certo nel loro guardarsi attorno e osservare le vite degli altri fanno errori di considerazione perchè quelle vite sembrano tutte speciali, un po' simili a quelle delle scenografie di un film, diverse dalle loro. Così capita che, aggirandosi per le vie di Amsterdam, dove larghissime finestre senza alcuna tenda permettono alla talvolta scarsa luce di entrare, le supermamme osservino i particolari dell'interno delle case o degli uffici,  i cui abitanti in una specie di esibizionismo volutamente si mostrano nelle loro attività quotidiane; e capita pure che di fronte a quei quadretti pensino di non essere sempre così ordinate, coordinate nei colori, profumate nelle abitazioni. Lo stesso può verificarsi nelle grandi città, dove uomini e donne in eleganti vestiti sembrano raggiungere con chiarezza i loro obiettivi, camminando o pedalando con frettolosa calma: le supermamme osservano e non si sentono nè così determinate nè così sicure. E guardando ad altre situazioni spiate qua e là non si vedono come tranquille coordinatrici di una riunione di lavoro con colorate mug sul tavolo, e neppure calme e fantasiose massaie nel preparare la cena, nè allegre compagne per l'aperitvo sul terrazzo con eleganti amici.
Nel loro benevolo voyeurismo le sm guardano agli altri con ammirazione e a sè con velata insoddisfazione, ma poi si accorgono che basterebbe mettersi ad osservare se stesse e le loro vite come le vite gli altri.

mercoledì 5 settembre 2012

Riprese

La ripresa della scuola è un momento di passaggio nelle case di tutte le supermamme. Come qualcuno giustamente ha detto è settembre il vero mese che segna il passaggio dell'anno, nelle varie attività esterne ma anche dentro, nelle sensazioni ed emozioni. I pargoli ricominciano nelle varie cose da pargoli e le supermamme li seguono a ruota nelle varie cose da supermamme che seguono i pargoli.
Non è un momento brutto, è semplicemente un momento di passaggio, di ripresa, di riprogrammazione, propositi, idee e lubrificazione degli ingranaggi.
Ed è facile ripiegarsi sull'estate ormai sgocciolante e proiettarsi sull'autunno imminente.
L'estate agli sgoccioli con le sue peculiarità: dormire fino a tardi il mattino, allungare le giornate in refrigeranti dopo cena, passare tempo in compagnia di amici, annoiarsi da soli nelle città svuotate, fare i vacanzieri al nord al sud al centro, in barche, aerei, automobili o biciclette, a lungo o in toccate e fuga,  leggere leggere e leggere e far tardi la notte per leggere ancora, stancarsi del caldo e interrogarsi se non sia possibile conservarlo per l'inverno, riposare e anche stancarsi tanto nel fare quella cosa che aspettava da tutto l'anno...
L'autunno imminente: riscalderà con i suoi colori, farà annusare le piogge che si desideravano da mesi e che già non si sopporteranno più, ci si accoccolerà sotto copertine via via sempre più spesse fino al quasi letargico piumone che avvolgerà notti troppo corte e mattini troppo bui, arriverà di nuovo l'odore della gomma da cancellare, dei banchi, delle manine sporche a fine mattinata, si incomincerà a sognare il mare della prossima estate che poi arriverà dopo lunghi giorni che saranno andati troppo in fretta, o troppo lenti.
Le supermamme si ricordano della "prima sorsata di birra ed altri piccoli piaceri della vita", di quel libro che invitava a soffermarsi proprio su quei piccoli caldi particolari della nostra vita, istante dopo istante.
Settembre, con tutto ciò che porta, non potrebbe essere mese più adatto.

lunedì 20 agosto 2012

Semplicemente super

In certe privilegiate ossigenanti occasioni le supermamme hanno la possibilità di incontrarsi con altre simili. Tanto a volte hanno la sensazione di trovarsi in mondi diversi e si sentono loro stesse fuori dal mondo, quanto altre volte - più rare, per la verità - si sentono in sintonia con supermamme molto diverse eppure accomunate da qualcosa di speciale: la voglia di trovare un senso, di esserci, di fare tutto il possibile.
Così sarà arricchente sentire storie, condividere pensieri, sentirsi incoraggiate e a volte incoraggiare con un tocco sulla spalla, guardare negli occhi e sentirsi ascoltate, camminare in montagna e dirsi pezzi di vita...
ciascuna supermamma nella sua sfumatura: chi ricaccia le lacrime parlando di sè da bambina, chi sorride con graziose rughette che addolciscono lo sguardo, chi rinnova il racconto di una nascita difficile e non è ancora abituata all'emozione, chi si mostra forte per celare le paure,chi ha un sorriso così aperto e accogliente che pensi alla fortuna dei suoi figli, chi ha perso il marito e ha dovuto ingrossare spalle e voce, quando serve,  mantenendo grazia e coraggio, chi è mite e dolce con la saggezza delle persone semplici...
E la cosa bella è che dietro ognuna di loro c'è un uomo, che le sostiene, le abbraccia, le rinforza, le capisce, o tenta di farlo, le incoraggia e le fa ridere. E non è scontato, e neppure semplice.
Ma a volte è così. E la sensazione è che quelle mamme siano semplicemente super.

mercoledì 25 luglio 2012

Riposini

C'è un aspetto nelle esistenze delle supermamme che si rivela particolarmente controverso e spinoso e per cui la trattazione meriterebbe un lungo approfondimento: il riposino pomeridiano.
Alcune supermamme ne necessitano quotidianamente, ad alcune bastano dieci minuti per scrollarsi di dosso la fatica, ad altre non basta un'ora, alcune non ne necessitano perchè fa venire mal di testa, altre ne necessitano ma non se lo possono permettere e la giornata continua senza sosta saltando a pie' pari questo misterioso momento toccasana. Le recenti ricerche confermerebbero la bontà del riposino e in certe aziende i lavoratori dispongono addirittura di un luogo ove poter sostare e rilassarsi nel post prandium... Tant'è!
Ma la multiforme categoria delle supermamme ha una variabile in più: il non poter disporre liberamente, sempre e comunque, del proprio tempo. E così accade che il proprio eventuale riposino pomeridiano deve necessariamente intrecciarsi con quello dei propri cuccioli. E questa non è cosa semplice.
Dopo il parto la giovane supermamma viene caldamente incoraggiata da tutti al riposo pomeridiano, mentre il neonato dorme;  ma nessuno avverte mai che il piccolino spesso non dorme, o dorme nel momento sbagliato:  in auto tornando dal pranzo dai nonni, mentre la mamma mangia, un po' prima del pranzo rincasando dalla passeggiata...  a nulla valgono i tentativi di tenerlo sveglio; se vuole, il piccolo, è una potente arma di tortura!
Non molto meglio accade se si hanno due o più cucciolotti di età diverse perchè la regola base sarà quella dell'alternanza perfetta tra l'uno e l'altro; e, anche qui, ad essere schiacciati, i poveri genitori.
Anche  quando finalmente l'autonomia dei cuccioli grandicelli consentirebbe una maggiore possibilità di riposo alle supermamme, non è detto che tale momento  riesca: si "consigliano" i cuccioli a fare "giochi poco rumorosi" (ma perchè non dormono più poi??!), o a guardare la televisione ad un volume basso, o a fare i compiti... In questo caso la nemesi vendicherà le colpe remote delle supermamme quando i loro padri si alzavano infuriati dal riposino perchè avevano fatto troppo rumore (eppure erano sicure di avere agito silenziosamente!): infatti mentre ora, da grandi, le supermamme si apprestano a quei dieci minuti di ricarica, quelle pesti "silenziosamente"  le svegliano per chiedere se il problema è fatto bene, se possono accendere la tv, ciabattano nei loro pressi con passo fastidioso, alzano i volumi incuranti di quella necessità di quiete...
Vabbè, è il destino, si potrebbe dire; se non ci fossero quei pargoli modello che dormono tutto il pomeriggio fino ai sei anni ed oltre, suscitando le invidie della categoria "supermamme disturbate durante il riposino". In fondo anche loro stesse faticavano a prendere sonno il pomeriggio, già dall'asilo, e si concedevano faticosamente a morfeo solo in previsione di stare sveglie fino a mezzanotte l'ultimo dell'anno. Ma ora no, vorrebbero poterlo fare, quando ne hanno occasione: sono le ingiustizie della vita... Se poi sentono il racconto di un prelato che pensa di rinunciare ad un prestigioso incarico perchè non gli verrebbe assicurata la possibilità del riposo pomeridiano allora si dicono proprio di aver sbagliato mestiere!

giovedì 19 luglio 2012

Due cose

Il parrucchiere logorroico e istrione: "Saliamo a 1700 metri con le bici, dalle otto arriviamo alle dieci. Col buio si guarda giù, l'aria limpida, tutta la vallata con le luci, si vede il mondo. E si capisce: guarda dove stiamo! E' questo il nostro mondo in cui viviamo!..."
Il libraio filosofico e calmo, raccontando di un libro: "E' la vicenda di una coppia che si prepara alla nascita del loro bambino, c'è tutta l'attesa, la speranza, è il loro sogno. Ma il parto non va bene e loro devono ritornare a casa e ripartire da loro soltanto. E' un libro potente perchè fa capire che tutto dipende da un attimo, e niente va sprecato..."
A volte le supermamme capiscono tutto per un lampo, e sanno allora che niente deve essere sprecato, e sentono che la felicità è poca cosa, magari a portata di mano. Bastano due cosette così, dette di passaggio, in casuali conversazioni, e c'è più energia per continuare.

lunedì 9 luglio 2012

Sbrogliare e scrivere (parentesi intimista –personalistica?)


Qualcuno fa fatica ad elencare la lista della spesa, è quasi fisicamente difficile che dal lapis esca qualcosa di sensato; poi ora, con sms e appunti veloci digitali, la scrittura assume altre nuove inesplorate forme.
Ma, lungi dal voler fare della sociologia senza elementi scientifici concreti e soprattutto senza preparazione, in più in tempi di sopraggiunta dislessia per l’elevato calore che gonfia e confonde le menti e rende dura la coordinazione pensiero-dita, alcune supermamme capiscono quanto sia importante e utile scrivere. Non solo bello, o difficile, o liberatorio, o esaltante... Utile.
Fin da quando tenevano un diario annotando che l’estate era per loro odiata se non nelle ore serali quando “la città rivive” e sperando di trovarlo conservato in un preistorico museo, fin da quando scrivevano temi socialmente battaglieri per la riapertura dell’area pedonale sotto casa, sin da quando facevano adolescenziali voli pindarici mettendo in connessione il loro platonicissimo amore con la pazzia di Orlando o la difficile esistenza di Pavese, fin da allora scrivere risultava utile.
Sembrerà strano a chi non ama questo genere di attività, ma per queste supermamme scrivere è mettere in ordine, cercare di capire, creare senso dentro di sé, dare un nome al mondo e agli avvenimenti, sfogo personale e collettivo, trasformazione del pensiero in concretezza, urgenza, necessità.
Quando non si capiscono, scrivono; quando hanno un dolore così forte da scoppiare, prima non ce la fanno, ma poi scrivono; quando la gioia le pervade scrivono; se vogliono fare il punto con sé, con gli amori, con le proprie creature, scrivono; se vogliono essere capite meglio, dosare le parole, scrivono; se vogliono sentirsi vive, scrivono; scrivono anche a Dio; a volte ai giornali, alle amiche, ai loro alunni, a chi non c’è più...
Scrivere per loro non è solo vergare le pagine, siano esse di carta o a cristalli liquidi o le ancor più virtuali pagine web in cui magicamente tutto si trova ovunque (e ancora non sanno bene bene come...); scrivere è sbrogliare la matassa, o perlomeno tentare di farlo. E si accorgono che questo spesso le fa stare bene. Almeno per un po’.

giovedì 21 giugno 2012

Fasi

Non si accorgono neppure di entrare in una nuova fase, nè di averne appena conclusa una.
Così il fasciatoio sparisce dal bagno e con esso tutto quello che c'era sopra - cremine, cotton fioc, pannolini, garzettine, spazzoline, forbicine- e sembra quasi non ci sia mai stato; come il seggiolone, il passeggino, l'ambaradan di cose da portarsi dietro ad ogni spostamento.
Così non c'è più bisogno di andarli a prendere fuori da scuola, nè di fare appostamenti di sicurezza.
Non  si devono più comprare pastine, robioline, prosciuttini, basta spezzettare bocconi dal proprio piatto.
Non si partecipa più a recite di fine anno, non si ricevono più i lavoretti per le feste; solo a volte accolgono con consapevolezza l'ultimo maufatto della primaria, con un pizzico di nostalgia e una punta di malinconia.
Così non c'è più bisogno di alzarsi nel bel mezzo del pranzo a lavare un culettino al grido di "Faaaattaaaa"!!!!
Così non occorre più controllare problemi e composizioni  scritte, di là in silenzio i piccoletti procedono ormai da soli.
Ora quei piccoletti vanno a fare giretti in centro con gli amici, dapprima solo di mezz'ora, cellulare a portata di mano, intercettabili in ogni istante; in seguito, sempre più lunghi, meno definiti; e quasi ci si dimentica che sono in giro da soli.
Non si mettono più dentini sotto i bicchieri e letterine sotto alberi magici; eppure solo ieri di nascosto si impegnavano in arrampicate sugli specchi e fantasie per giustificare apparenti incongruenze o elementi magici.
Le supermamme non si accorgono ogni giorno delle fasi che finiscono e di quelle che iniziano. Ma a volte sì.
I figli le fanno sentire giovani e vecchie; giovani perchè sempre pronte e pimpanti ad affrontare una nuova fase e ad aggiornarsi a ciò che questa riserverà loro; e vecchie, perchè le varie fasi scandiscono il tempo che passa come per nessun altro. Chi non ha figli, forse, vive in un tempo più sospeso, probabilmente scandito da altri elementi, probabilmente senza toccare con mano ogni giorno che qualcosa scappa e non torna, non fosse altro che la manica di un pigiama o un costume da bagno che non copre più tettine in espansione.
Così le supermamme si accorgono di non avere nessuna fretta. E non sanno se è saggezza, o cos'altro.

martedì 12 giugno 2012

Anime rock

Non tutte presentano le stesse celate caratteristiche; aldilà di quel che si vede ogni supermamma ha un carattere preciso, un temperamento che le porta ad essere, dentro, malinconiche, ottimiste, passionali o tiepide, mollemente pigre o superagitate, organizzate, posapiano, rilassate, spente, attive.... Molte di loro sotto sotto nascondono un animo diverso da quello più palese, manifesto, istituzionale. Non è che fingano durante le loro vite, ma il tempo e le circostanze le hanno portate a darsi un contegno: il loro ruolo lo chiede, ed è naturale così. Eppure, sottile, quando meno se ne accorgono, in alcune di loro rispunta quella voglia di scatenare lo spirito dolcemente ribelle, sanguigno, quella voglia di battere i tacchi e le nacchere in un flamenco diverso dai passi di ogni giorno. Non amano particolarmente il rock, ma la loro anima sotto sotto lo è. Se ne accorgono alla festa di fine anno dei pupi quando un banale motivo rockeggiante impedisce loro di trattenere piedi, braccia, testa che vorrebbero esplodere a suon di musica ed energia. Se ne accorgono sulle vie di campagna o montagna quando assecondano le curve urlando un inaspettato " grande spettacolo dopo il Big Bang" trasmesso alla radio per caso. Se ne accorgono quando si rendono conto che cantare le fare star bene, sotto la doccia, in auto da sole o con il resto della famiglia, in inusuali ballettini in camera dei figli prima che si addormentino, tra le risate. Se ne accorgono quando vorrebbero saper suonare uno strumento, una chitarra qualsiasi con il ritmo giusto. Non amano l'hard rock, i suoni duri, il lato oscuro, ma si sentono vive, quasi ancora ragazzine, nel mostrare per un attimo a se stesse quell'animo allegramente nascosto in loro.

mercoledì 30 maggio 2012

Anestesia

Le supermamme non sono piagnone, ma talvolta vorrebbero esserlo. Più precisamente, vorrebbero fare uscire con mille lacrime anche mille tensioni, desideri, sconfitte, paure, urla, gioie represse, risate.... tutto ciò che sembra essere sopito e schiacciato in una sorta di anestesia. Dicono che è fisiologico anestetizzare i sentimenti, tutti, per non soffrire: per non sentire il dolore non si sente neppure altro.
E' che spesso la vita le mette di fronte a troppi terremoti, a troppe scosse, e quando paiono riuscire a rialzarsi, ecco intervenire qualcos'altro a schiacciarle.
Fuor di metafora (ma non poi tanto...): non è che non vorrebbero ridere, raccontarsi, lasciarsi andare, fare l'amore, lanciarsi, correre, divertirsi, andare al cinema, annusare i gelsomini o i tigli di maggio, godersi il riposo notturno o una buona lettura prima di addormentarsi... E' che, forse per  la protezione della specie, proprio non ce la fanno e rimangono così, sospese in quell'anestesia dei sentimenti che dovrà pur finire. E bene!

martedì 15 maggio 2012

Come nella pubblicità

Svegliarsi di mattino presto con due cucciolotti e un marito amorevolmente piombanti addosso e godersi quelle assonnate e dolci zampate al pari di una sonnecchiosa placida mamma orsa o fiera leonessa; sbirciare con il primo occhio aperto dei pacchetti lì sul letto e non avere nessuna ansia di scoprire cosa ci sarà dentro perchè il regalo è già lì con loro (e ogni giorno, poi...); non desiderare più che scatti il "cloc" del nuovo anno che inizia di nuovo, ma apprezzare invece l'affetto di tanti che per quello si ricordano di loro e le riscaldano, permettersi di pensare che per un giorno almeno tutto questo se lo meritano...
...Ecco, come nella famora pubblicità, tutto questo non ha prezzo!

venerdì 11 maggio 2012

E cosa importa allora?

Nei periodi di revisione esistenziale intimo-pessimistica capita che le supermamme si continuino a porre interrogativi. Si sentono come il centro dell'orologio che prende in rassegna minuto dopo minuto e fa girare le lancette. Così loro prendono mentalmente in rassegna ogni aspetto dell'esistenza propria e altrui e lo vorrebbero gestire, sistemare, ordinare. Impossibile. Impossibile gestire ogni cosa e soprattutto sistemarla a dovere. Talvolta vengono prese da accessi improvvisi di riordino e riorganizzazione di ante e cassetti, e questo parzialmente le calma perchè le illude di avere almeno qualcosa di lineare, organizzato e sotto controllo nella loro vita.
Ma gli interrogativi non cessano e sarebbe tanto bello per loro trovare risposte tranquillizanti o perlomeno smettere di domandare.
Perchè devono ignorare, accettare rilassate o addirittura amare l'entropia e il caos nelle diverse camere della casa quando sono persone che si sentono a loro agio nella linearità e nell'ordine? O viceversa perchè devono sentirsi rimproverate da figli ordinati che le rimproverano del loro disordine, della loro confusione?
Perchè non devono sentirsi eternamente sbagliate nella percezione che le altre supermamme riescano ad affrontare tutto con una saggezza e una serenità che loro non possiedono? Perchè continuano a non rintracciare i loro sogni più profondi? E i loro sogni di  bambine non sono forse già realizzati? Perchè non sempre sono convinte che i soldi non diano la felicità? E perchè sotto sotto continuano a desiderare quelle sciocchezze frivole che sanno bene non dare la felicità?
Continuano a dirsi che hanno già tanto e che non sono queste "le" cose importanti, ma non sempre sanno sentire dentro di loro cosa importi davvero.

martedì 1 maggio 2012

Alle supermamme non si addice...


Non si addice più passeggiare nella penombra delle sere umide e profumate di maggio e incappare in altrettanto umide e profumate labbra. Eppure quel profumo aleggia ancora nell’aria.
Non si addice più uscire con i soldi stropicciati nelle tasche e i sogni nella testa. Eppure quella testa è ancora la loro.
Non si addice più passare le giornate senza alcun progetto, vagare senza piani, senza controllare che tutto sia a posto, stare lì dove si è e bearsene. Eppure quel progettare continuo a volte le divora.
Non si addice essere spensierate e frivole. Eppure sarebbe bello provare a liberarsi e librarsi.
Non si addice alle supermamme sentirsi ancora ragazze. Eppure non si sentono  ancora “signore”.

martedì 24 aprile 2012

Tu non sai

In una intensa poesia Turoldo si rivolgeva a Dio e gli diceva che Lui non sapeva molte cose, di quelle che succedono quaggiù, di quelle da uomini e donne normali, che ogni giorno hanno a che fare con la vita e tutto quello che ciò vuol dire. Tu non sai molte cose, concludeva il frate affidandosi comunque al suo creatore e riconoscendolo come interlocutore. Così ugualmente le supermamme a volte rivolgono il loro sguardo in alto e nella loro ignoranza delle cose del Cielo gli dicono “Tu non sai”.
Tu non sai il movimento impercettibile di una farfalla dentro di sé, l’ansia che tutto vada bene, i calci più tardi che tolgono il sonno. Non sai il perdere il sonno, e non capire più niente al mattino e desiderare essere sole per una notte intera. Tu non sai la sofferenza di vedere tuo figlio soffrire, o perdersi, o allontanarsi, e non potere fare niente. Non sai la bellezza di manine e braccia e sorrisi, né la voglia mista a paura che i tuoi figli crescano. E neppure sai come crescono in fretta, che non sembra neppure di aver vissuto e che ti misurano il tempo che passa ad ogni istante. Tu non sai i pensieri belli, quelli malati, quelli che non riesci a farne a meno, quelli che ti fanno sperare. Tu non sai la difficoltà di aiutare, di dire e fare il giusto. Tu non sai tante cose. O forse sì.

lunedì 16 aprile 2012

Ragazzine

Le supermamme guardano distrattamente le loro figlie femmine, quelle coccolone e morbide, quelle vezzosette e chiacchierone, quelle che cominciano ad avere le amiche del cuore, quelle che non riescono a trovare la loro, quelle che ormai passano tanto tempo sui libri, quelle che ancor più distrattamente sono già ragazzine.
Donne loro, le supermamme, donne saranno loro, le proprie figlie. Ma come?
Dentro c’è il loro modello, c’è quello che hanno fatto, provato, vissuto, sentito; quello per cui hanno gioito o sofferto, le battaglie che hanno intrapreso e quelle che stanno ancora combattendo, quello che hanno perso e quello che hanno trovato. Ma per quelle bambine che scappano, cosa si immaginano, cosa desiderano? quale felicità?
Non riescono a pensarle diverse da sé, ma neppure uguali.
Le vorrebbero, sicure, forti, capaci di muoversi nelle tempeste, passionali e decise in amore, capaci di coltivare i loro sogni, di investire nel futuro con le idee geniali che già ora hanno, di costruire e crescere, di sbagliare, di rialzarsi, di avere fiducia nella vita, libere ma fedeli, amate e capaci di amare, viaggiatrici nella mente e nel corpo.
Le vorrebbero, in fondo, come forse a pensarci bene avrebbero desiderato essere. E temono di non essere in grado sempre di permettere loro di dispiegarsi libere.

sabato 7 aprile 2012

Passaggi

Si chiedono le supermamme come mai la Pasqua, ancor più del Natale, sia diventata per i più, e anche per loro spesso, una festa vuota. Ovvero piena di uova, scampagnate, cioccolate, auguri a destra e a manca, rinnovo del guardaroba, statistiche sui viaggi di primavera, ma di cui non si rintraccia più il significato profondo, originario.
Eppure si sta a casa da scuola e un po' anche dal lavoro; eppure ci si fanno gli auguri; eppure si fa festa; eppure si ha voglia di festa...
Eppure le supermamme, più di tutti, dovrebbero saperlo che Pasqua significa Passaggio.
Loro che lo vivono quotidianamente dentro e fuori, loro che devono lasciare ogni giorno da parte un po' di sè per far spazio a qualcosa d'altro, a cui non avevano magari mai pensato, che forse non capiscono ed anzi non vorrebbero vivere, che le sconvolge nel bene e nello stupore o nella sofferenza e nel dolore.
Passaggio da uno stato all'altro, dalla morte alla vita, da un luogo all'altro, da una stagione all'altra, da un sogno che era dentro di loro, alla vita in cui si trovano.
Non sempre si sentono capaci di "passare", più spesso si sentono tra una riva e l'altra; e l'"altra" sembra ancora lontana, difficile da raggiungere, sono come in mezzo al guado.
Non sempre si sentono forti e corazzate per cambiare stato, per mettere da parte quello che erano o mentalmente volevano essere e ciò che invece si trovano ad essere più o meno volutamente.
Ma nelle giornate di primavera in cui tutto rinasce, in cui il clima non è stabile e improvvisamente cambia, in cui si ha quasi voglia di lasciare da parte la pelle secca da serpente per indossarne una nuova lucente, si festeggia anche la Pasqua e le supermamme si accorgono di desiderare profondamente che quel Passaggio le salvi, le porti in alto, le rinnovi, dal profondo e fuori.

mercoledì 28 marzo 2012

Quale odore?

Ogni cucciolo di ogni razza e specie riconosce ad occhi chiusi la propria mamma, annusandola.
Quello che per la gente normale è un qualunque odore, talvolta eccessivo, altre volte sgradevole, altre ancora pressochè inesistente, per loro è l'odore primo, quello di casa, della protezione, dell'abbraccio caldo e avvolgente.
Così i cuccioli di ogni taglia ed età affondano i loro musi in acido odore di latte dolciastro e ferroso, in vestiti impregnati di tabacco, in profumi esageratamente dolci e finti, in residui di cipolla-aglio-fritto, in lievi nuvole borotalcate, in primaverile aria di bucato o in invernale ricordo di camino e legna bruciata, in tracce di agitazione, stanchezza e sudore, in odore di crema per le mani, deodorante delicato, deodorante pungente, in vestiti messi all'aria non a sufficienza, in abiti di naftalina, lavanda protettiva, arancia e cannella bruciate sul fuoco, in acre e pungente misto di hennè e deserto, in appicciocose lacche per capelli, rossetto e caramelle alla menta, in chewing gum a nascondere la sigaretta, in odori di stoffe o capelli puliti, o vento e sole e sale.
Agli altri non interessa o infastidisce o piace quell'odore, ma non è importante; sono le supermamme ad averlo, ciascuna impercettibilmente il proprio, ed è come un porto sicuro in cui tuffarsi a sera, quando si vuole tranquillità.

venerdì 16 marzo 2012

Crochi

Quando a fine ottobre sotto un ventaccio pungente, chinate su una striscia di terra dura e fredda, faticosamente facevano buchi; e quando tiravano fuori dal sacchetto olandese comprato in chissàchefiera quei cipollotti polverosi e secchi che parevano inerti... allora quasi non avevano speranza che ne sarebbe uscito qualcosa.
Lo fanno tutti gli anni, o quasi, è una specie di rito, ma a volte il freddo delle giornate autunnali già quasi invernali le fa desistere e pensare "perchè poi?".
Ma quando i primi raggi un po' più caldi, appena sciolta la neve, con la terra ancora fredda e gelata fanno comparire dei piccoli ciuffetti; e quando dai ciuffetti si intuiscono petali chiusi; e quando con i propri cuccioli indovinano se il colore sarà giallo, bianco o viola; e quando quella striscia di terra dura appare rinnovata e colorata e rallegra chi passa di lì il mattino o la sera... allora capiscono che ne vale sempre la pena.
Di piantare bulbi e aspettare e credere che sbucheranno crochi.
Di aspettare e credere che tornerà la primavera anche dopo inverni particolarmente duri.
Di aspettare e credere. Anche quando la terra - o la vita - è così dura.

lunedì 5 marzo 2012

Sguardo ironico

Come nei film dalla fotografia perfetta e dalle immagini calde e ovattate le supermamme immaginano e sognano magici incontri amorosi.
Con corredo di petali di rosa, lenzuola profumate candide o colorate, musica di sottofondo, incensi o profumi, la pelle appena inondata di essenze, a volte il camino acceso, altre volte mille candele sparse, olii e unguenti per massaggi rilassanti, il momento perfetto, l’atmosfera perfetta, la “location” perfetta, sia essa una baita sperduta o un romantico capanno fintamente rustico in riva al mare, con le onde sullo sfondo, zanzariere svolazzanti e una leggera brezza.
Invece ci vuole senz’altro uno sguardo ironico per guardarsi dall’esterno nella realtà di scampoli di tempo, ritagliati tra tutto l’immaginabile, tra un sonno e un pianto, tra l’ennesima richiesta di aiuto e il catechismo, magari prima di crollare distrutte dopo aver steso il bucato, aspettando che l’arrosto consumi il sugo, con la pelle tutt’altro che coperta d’essenze inebrianti, con strati di indumenti difficili da levare, la location della quotidianità a fare da sfondo.
Ci vuole uno sguardo ironico e tanto vero amore per non mettersi a piangere subito dopo. Perché non è quello che si immaginava, ma allora è meglio farci su una risata.

mercoledì 29 febbraio 2012

Evoluzioni musicali

Scendendo dal costo di Asiago, correndo verso l'ikea, scivolando lungo le colline marchigiane che portano dal Conero al mare, aspettandosi di vedere quel mare dietro alla prossima curva incastonato tra campi di grano appena arato, inerpicandosi per tornanti di montagna senza catene nè gomme termiche sotto una neve tanto magica quanto capace di impaurire, sfrecciando in un rettilineo anonimo autostradale reso umano solo da cespugli di oleandri o boschetti di eucalipti, attraversando morbidamente il centro dell'Italia chiedendosi se ci sia poi una terra più ricca e varia della loro, chiedendosi se quel brullo le affascina o le inquieta, desiderando che quel tunnel non sia così lungo, assaporando la magia di verdi distese riposanti... viaggiando insomma, le supermamme assieme agli altri abitanti dell'abitacolo ascoltano musica.
Per passare il tempo, per cantare assieme, per sottolienare indelebilmente quello o quell'altro momento, quello o quell'altro paesaggio(si veda ad esempio l'equazione "mi permetta un morsettino" = "Bagno il Cucale" di Marcelli).
Eppure quelle musiche di accompagnamento salvate in diversi formati sono diverse anche nell'anima. Si passa infatti da assurde ninna nanne della tradizione popolare che lontanissimi parenti ritengono giusto regalare alla nascita e che risultano essere improponibili nei testi e nel gracchiare acuto della cantante, alle dolci e monotone canzoncine della pimpa. Si rispolvera poi il proprio passato alla ricerca di un'infanzia felice da riproporre attraverso fiori che si trasformano in tavoli, tartarughe e tartarughi, sigle di robot ormai ridicoli e di altri cartoni che mostrano i loro anni (non si è mai riflettuto abbastanza sul verso "barbamamma è tutta nera come una rosa nera"...!). Si passa dunque all'inossidabile zecchino d'oro che mette d'accordo grandi e piccini, che per l'enorme produzione salva i viaggi più lunghi, che permette di fare excursus lungo anni di storia musicale, che ora emoziona (le canzoni più moderne), ora intristisce (quelle russe), ora rallegra (il coccodrillo), ora indispettisce (fammi crescere i denti davanti),ora fa ridere a crepapelle (il passerotto che ruba il bottone... ma chi l'ha scritta?). Si cresce e Sanremo diventa il più gettonato, non tutte le canzoni piacciono a tutti, ma unisce cantarle. Poi i gusti si differenziano, le canzoni dei vari cd si saltano a seconda delle richieste, il pop di shakira rischia di uscire dalle orecchie assieme ad un renga d'annata che assieme a jarabe de palo non si riesce più a sentire.
Talvolta i classici come mozart e i beatles riappacificano le famiglie, altre volte i negramaro o jovanotti possono dividerle.
Di certo le supermamme si chiedono se non hanno creato dei mostri sentendosi cantare a squarciagola assieme alle proprie creature l'ultimo e definitivo cd di fossati!
(... e comunque non si poteva non postare oggi: capita ogni quattro anni!)

martedì 14 febbraio 2012

Sorrisi

Se anche le vedete con il sorriso sulle labbra a volte le supermamme lo usano da corazza, per resistere, per andare avanti, per capire, per dare un senso.
Alcune dormono a fianco del loro cucciolotto buttate sul letto di un ospedale e non vorrebbero essere lì affatto intristite e scomode e infreddolite, ma preferiscono essere lì, perchè si sentono accudite e un po' protette.
Alcune sanno da sempre che la loro creatura avrà vita breve, ma non mollano mai, neppure quando si preannuncia davvero l'epilogo di quella brevità.
Alcune faticano da sempre ad accettare l'idea di un figlio e non si sentono capaci di essere mamme, ma ugualmente si attaccano con le unghie alla vita se si tratta di proteggere i propri nati.
Alcune faticano ad accettare la fatica della quotidianità.
Alcune si preoccupano anche se non c'è da preoccuparsi, ma anche quella è preoccupazione.
Alcune hanno paura di non riuscire a covare un altro cucciolo nel loro ventre caldo che le ha tradite.
Alcune non capiscono come proprio il loro figliolo non riesca a farcela a scuola, almeno non come vorrebbero e si immaginavano.
Alcune sperano che inventino una nuova cura.
Alcune attendono con ansia di capire come crescerà il loro bambino.
Alcune a momenti sprofondano nella rassegnazione pigra e poco propositiva della malattia cronica.
Alcune non nominano mai la sofferenza.
Alcune le danno nomi e dati scientifici.
Alcune si nascondono nella frivolezza.
Alcune non sono più capaci di frivolezze.
Alcune sentono fin troppo tutto.
Alcune non sentono più niente.
Tutte sorridono, e quel sorriso è anche una mano tesa a dare aiuto; o a cercarlo.

giovedì 2 febbraio 2012

Delirio

In preda ai fumi dell'influenza, con la febbre alta che non vuole andare giù, mentre si rigirano inutilmente nel letto, le supermamme (che talvolta anch'esse si ammalano!)hanno per la mente i più diversi pensieri, in ordine sparso, e un po' deliranti...
-vorrebbero la mamma (febbre=mamma che accudisce, che mette la pezzetta fredda sulla fronte, che prepara la spremuta; ottimo surrogato si rivela spesso anche il marito, con l'unico difetto che deve andare a lavorare)
- si chiedono come le occhiaie sotto gli occhi possano essere di quel viola
- si sentono in colpa per essersi ammalate, come se tutta la stanchezza e la frustrazione del giorno prima non avessero che attirato quell'unico virus che girava attorno
- rielaborano i dati della prova "dell'asciugamano caduto" o del "rotolo di carta igienica finito", ovvero si rendono conto che la loro presenza risulta senz'altro indispensabile per raccogliere un asciugamanino da bidet caduto a terra o per riposizionare il rotolo di carta igienica finito nel porta rotoli (possono giacere lì per giorni)
- si accorgono che in fondo senza il loro sbraitare (non ne hanno la forza) tutti stanno benissimo e che come le forze tornano appena, qualcuno forse rimpiange l'influenza
- capiscono quanto può essere bello andare a lavorare
- hanno persino paura di morire (questo solo le sm più paranoiche!)
- cantano ossessivamente lo stesso verso di canzone, come il "iamme iamme" napoletano già canticchiato da un cucciolo durante il giorno
- vogliono tornare alla normalità e non hanno neanche un po' della proverbiale pazienza che dolcemente insegnano ai loro figli quando sono ammalati.

martedì 17 gennaio 2012

Il profumo della speranza

Quando Proust teorizzò l'idea della madeleine, nella sua genialità non pensava certo al profumo di un borotalco felce azzurra e alle sue potenzialità.
E non sapeva neppure che in un banale pomeriggio d'inverno, al catino di un salone di una parrucchiera, quella nuvola di borotalco messo per sfilare i guanti di lattice potesse far riaffiorare dal profondo delle atmosfere e delle sensazioni che sembravano sopite.
Eppure ogni supermamma ha il suo borotalco, la sua madeleine, capace di riportarla all'irripetibile momento in cui aspettavano il loro cucciolo.
In verità quel profumo, quell'odore o quel gusto che ora paiono quasi romantici potevano essere la causa di una corsa sulla tazza del wc a vomitare.
Ma ora, che qualche mese o anno le separa da quei giorni strani, la nausea è solo un sottofondo lontano e prevale il ricordo di quell'indescrivibile sensazione di nuovo, di potenza, di futuro che non sarebbe ritornata più. In quei giorni, di cui rammentano persino l'odore dell'aria, tutto era concentrato: i pensieri, il respiro, lo spazio e la speranza. Solo le supermamme possono sapere cosa è quel tuffo inconsapevole che le farà perdere per sempre, quel misto di paura e desiderio che i giorni passino, la voglia e il timore di scoprire e andare avanti.
Vorrebbero riviverlo mille volte, ma con l'innocenza della prima volta, e sanno che non è possibile.
Ora il tempo è un altro.
Le supermamme si chiedono se tutti quei loro pensieri vergini di buon auspicio per l'avvenire, avvolti in una nuvola profumata, valgano ancora.
E anche questa è una loro speranza.

venerdì 13 gennaio 2012

Avviso di servizio

Siamo nel 2012: capita che le supermamme che scrivono post persi nella rete non abbiano ancora scritto niente. Blocco creativo. Blocco emotivo. Blocco.
E' che vorrebbero vergare la nuova pagina con ironia, o simpatia, o leggerezza.
E invece temono di dare una piega malinconica a tutto visto che è quello il velo predominante di questi tempi sui loro occhi, e si chiedono se ne valga la pena. Non hanno intenzione di rattristare il mondo (il mondo, poi!) o di apparire piagnone o chissà che altro.
I grovigli di qualche post addietro ci sono ancora, assieme alle bozze di mille post che fluttuano nelle loro menti con i titoli più strani (Errori, Prima, Tipologie...), ma non sanno se farli uscire allo scoperto.
Poi rileggono di un anno fa, di quando loro ora pensano fosse tutto diverso e migliore, e si accorgono che anche allora erano in preda ad una crisi di ispirazione... sarà gennaio, sarà il periodo, sarà la vita. E poi si accorgono che ancora stanno condividendo tutto questo, e forse è un segno che il blocco non è più blocco.