martedì 17 gennaio 2012

Il profumo della speranza

Quando Proust teorizzò l'idea della madeleine, nella sua genialità non pensava certo al profumo di un borotalco felce azzurra e alle sue potenzialità.
E non sapeva neppure che in un banale pomeriggio d'inverno, al catino di un salone di una parrucchiera, quella nuvola di borotalco messo per sfilare i guanti di lattice potesse far riaffiorare dal profondo delle atmosfere e delle sensazioni che sembravano sopite.
Eppure ogni supermamma ha il suo borotalco, la sua madeleine, capace di riportarla all'irripetibile momento in cui aspettavano il loro cucciolo.
In verità quel profumo, quell'odore o quel gusto che ora paiono quasi romantici potevano essere la causa di una corsa sulla tazza del wc a vomitare.
Ma ora, che qualche mese o anno le separa da quei giorni strani, la nausea è solo un sottofondo lontano e prevale il ricordo di quell'indescrivibile sensazione di nuovo, di potenza, di futuro che non sarebbe ritornata più. In quei giorni, di cui rammentano persino l'odore dell'aria, tutto era concentrato: i pensieri, il respiro, lo spazio e la speranza. Solo le supermamme possono sapere cosa è quel tuffo inconsapevole che le farà perdere per sempre, quel misto di paura e desiderio che i giorni passino, la voglia e il timore di scoprire e andare avanti.
Vorrebbero riviverlo mille volte, ma con l'innocenza della prima volta, e sanno che non è possibile.
Ora il tempo è un altro.
Le supermamme si chiedono se tutti quei loro pensieri vergini di buon auspicio per l'avvenire, avvolti in una nuvola profumata, valgano ancora.
E anche questa è una loro speranza.

venerdì 13 gennaio 2012

Avviso di servizio

Siamo nel 2012: capita che le supermamme che scrivono post persi nella rete non abbiano ancora scritto niente. Blocco creativo. Blocco emotivo. Blocco.
E' che vorrebbero vergare la nuova pagina con ironia, o simpatia, o leggerezza.
E invece temono di dare una piega malinconica a tutto visto che è quello il velo predominante di questi tempi sui loro occhi, e si chiedono se ne valga la pena. Non hanno intenzione di rattristare il mondo (il mondo, poi!) o di apparire piagnone o chissà che altro.
I grovigli di qualche post addietro ci sono ancora, assieme alle bozze di mille post che fluttuano nelle loro menti con i titoli più strani (Errori, Prima, Tipologie...), ma non sanno se farli uscire allo scoperto.
Poi rileggono di un anno fa, di quando loro ora pensano fosse tutto diverso e migliore, e si accorgono che anche allora erano in preda ad una crisi di ispirazione... sarà gennaio, sarà il periodo, sarà la vita. E poi si accorgono che ancora stanno condividendo tutto questo, e forse è un segno che il blocco non è più blocco.