domenica 25 novembre 2012

Programmi

Al mattino presto, o di sera prima di addormentarsi, all'inizio di un nuovo anno, di una settimana, di un nuovo percorso lavorativo, a messa durante l'omelia, sedute al tavolo di lavoro, mentre impastano o passano l'aspirapolvere le supermamme, come le migliori manager del mondo ("economia", in fin dei conti, deriva proprio da loro...) fanno programmi.
Su cosa? Su come distribuire le varie attività nel corso della giornata, su come non essere sopraffatte dalle incombenze riuscendo a ritagliarsi qualche attimo per togliere qualche pelo superfluo o andare dal dottore per un certificato, su come non lavorare dopo cena fino a ore tarde, su come e quando andare a fare la spesa per dare respiro al frigorifero che così vuoto un po' si sente solo, su cosa cucinare nel corso della settimana, come mettere a letto i pargoli in tempo per avere poi ancora un po' di vita a disposizione, come riuscire a incastrare una riunione di lavoro pomeridina con il rugby, la ginnastica artistica o il doposcuola, come lavarsi i capelli prima di cena, come far coincidere corse estenuanti con l'idea di una vita dai ritmi e dalle fattezze più umane...
Eppure, nonostante questi minuziosi programmi mentali o scritti o resi più glamour da agende digitali e smart phone, nonostante la migliore buona volontà nel fare un programma che eviti il più possibile i fuori programma, c'è sempre qualcosa che non quadra. E questo le fa infuriare o le deprime o le costringe a nuovi programmi interrogandosi su cosa esse sbaglino.
Forse mettono troppe cose in programma; forse non sono abili a prevedere tutti gli imprevisti; forse i propri figli sono i migliori sabotatori di programmi, o forse lo sono i datori di lavoro; forse non sanno calcolare i tempi; forse pensano di essere wonder woman; forse hanno davvero troppe cose da mettere nel loro carnet.
Di certo in certe giornate ricche di "fuori programma", in cui tutto quel che avevano previsto non è stato fatto e molto altro ha occupato quello spazio già destinato, in cui le loro idee sono andate in fumo, per non lasciarsi sopraffare dall'insoddisfazione e dalla sensazione di essere un fallimento, si siedono sfinite sul divano e zappano alla ricerca di un altro "programma" il più divertente e easy possibile, che per quella giornata le alleggerisca un po'. E domani, si sa, è un altro giorno.

martedì 20 novembre 2012

De ayurvedibus et aliis

Le supermamme dei tempi moderni si destreggiano, come ormai ben noto, tra le mille incombenze della quotidianità cercando di far quadrare il cerchio, tondeggiare il quadrato, pareggiare i livelli, siano essi dei piatti di minestra, dei capelli da spuntare, dei conti della spesa, dell'ansia e di tutto ciò che la fantasia lascia immaginare.
Così può essere che nel bel mezzo della propria giornata le tensioni si accumulino, il corpo dia segnali di ribellione, le supermamme si sentano un po' afflitte, contratte, stanche, sciupate, ognuna secondo la propria particolarità: capelli sfibrati, acidità allo stomaco, tensione cervicale, pelle spenta, brufoli adolescenziali su volti che già necessitano di antirughe... non sempre è responsabile l'età, come i maligni vorranno supporre; anzi, queste caratteristiche psicosomatiche si possono definire trasversali a tutte le categorie di supermamme.
Ma magicamente corrono in aiuto parole autorevoli che inibiscono la lucidità e promettono la soluzione: l'etichetta della nuova crema promette affinamento della pelle, rivitalizzazione istantanea, eliminazione delle imperfezioni, effetto maschera di bellezza a base di cristalli di diamante, acidi ialuronici, leviganti e riempienti; la lozione ayurvedica che consiglia l'estetista ha qualità naturali, essenziali, uniche, in grado di ristabilire equilibri mentali ed epidermici; le parole del fisioterapista insegnano a massaggiare il diaframma ogni giorno, per sbloccarlo, liberarlo, rilassare la muscolatura e respirare meglio (per non parlare poi dei vari consigli di rebirthing, rolfing, training, e tutti gli "ing" possibili); l'insegnante di pilates o yoga o pilyoga o yogates consiglia semplici e veloci esercizi quotidiani per la tonicità del piede, per allungare gli adduttori spesso contratti, per rendere tonico il volto e attivare la muscolatura, per rinforzare i polsi; la rivista di attualità enuncia la bontà di fare sesso tutti i giorni per liberare emozioni e rilassarsi; un nuovo studio apparso sul famoso quotidiano raccomanda cibo appena raccolto, a km zero, guardando in faccia il contadino, per avere le vitamine giuste, l'apporto giusto, il cibo giusto...
Ecco... a parte i costi delle varie "curette" estetiche, il tempo da ritagliarsi per esercizi tonificanti di cinque minuti (alla volta!), il momento giusto da trovare per fare sesso e liberare le endorfine (possibilmente senza intrusi delle più diverse età tra i piedi), la possibilità di allungare il proprio tortuoso percorso per guardare negli occhi il contadino... ecco, a parte tutto ciò, la loro buona volontà di migliorarsi in vari modi, e le altrettanto buone e valide intenzioni dei vari "maestri" sul loro cammino, a volte le supermamme si chiedono se ne hanno davvero voglia e si schiantano a fine giornata avvolte nel piumone, con le spalle girate, gli occhi già chiusi a sognare.
Anzi no, troppa fatica sognare stasera... dormire è già più che sufficiente!

lunedì 5 novembre 2012

Magnifici Sessanta rivisitati

Le supermamme dei nostri giorni conducono un'esistenza per certi versi molto diversa da quelle delle loro antecedenti di trenta, quaranta o cinquant'anni fa.
Supermamme erano e supermamme sono, eppure le differenze non mancano a tutti i livelli. Uno per tutti: il lavoro. Difficile infatti che una donna fosse mamma e lavoratrice al tempo stesso, difficile che fosse naturale uscire di casa per procacciare cibo, difficile essere autonome economicamente e mentalmente... non sarà questa la sede per approfondire o giudicare o considerare i pro e i contro, le difficoltà e i privilegi, i sogni e le delusioni di ciascuna delle condizioni esistenziali.
Ma di certo si potrà notare che quando un gruppetto di supermamme nei nostri giorni si ritrova ad esempio ad una serata di presentazione di prodotti per la cura di corpo-cute-casa, accade qualcosa di universale. Tra sole donne si annusa, si commenta, si spalma, si chiacchiera, si ride e ci si confessa, si è un po' piccantine e un po' sagge, si ascolta e si parla, si fanno conti mentali, si assaggiano dolcetti preparati dalla padrona di casa, si fa un po' più tardi la sera, si coglie quell'occasione di casalingo marketing per essere un po' più rilassate, in compagnia, divertite.
E se negli anni Sessanta poteva essere solo quella per le supermamme l'opportunità di uscire di casa, ora, che di occasioni ce ne sono anche troppe e che talvolta l'unico desiderio sarebbe sprofondare in una poltrona accogliente e chiudere con il mondo, quell'uscita è comunque una nuvola di fantasia, allegria e convivialità. E quando assonnate e sbadiglianti le supermamme rientrano a casa, anche senza abitini di lana color pastello, cinturine in vita, perle e capelli cotonati, si sentono benissimo dopo aver vissuto la speciale atmosfera di quegli anni Sessanta rivisitati.

venerdì 2 novembre 2012

Ma quando passa?

Al banco del macellaio del supermercato succedono cose inaspettate, si dicono cose filosofiche, ci sono momenti di vita profonda tra le supermamme in coda con il biglietto in mano.
Pur senza origliare le supermamme si ascoltano reciprocamente, si raccontano scampoli di esistenze e apparentemente non diresti mai che ciascuna nasconda o conservi un dolore così.
Infatti sono truccate, ben pettinate, concentrate su quello che stanno per comprare adatto al programma di menù del giorno dopo o della settimana, gentili o ammiccanti con il macellaio.
Ma se capita di sentire uno stralcio di confidenza reciproca si apre una voragine di umanità, di compassione, di dolore e di vita... "lei che ci è già passata... ma quando passa?" " ..."  "non passa vero?".
Forse è credibile che non passerà mai il dolore per la perdita di un figlio, l'apprensione per una figlia che ha perso un bambino, il pensiero costante per un figlio malato o disabile o in difficoltà. Ma è altrettanto vero che se le vedi così, immerse nella vita davanti a quel bancone, capisci anche che le supermamme porteranno avanti il mondo sempre, con forza, decisione, coraggio e un amore grande, grande dentro e fuori.