mercoledì 29 maggio 2013

Femmine

Visto che la cronaca riporta violentemente la parola "femmina" unita all'altra orribile "omicidio" a coniare il neologismo (?) femminicidio, le supermamme tremano.
Perché loro sono donne e ne vanno anche fiere.
Perché l'essere donne non ha mai costituito un limite nel loro immaginario interiore.
Perché sono convinte intimamente del loro valore, né più né meno di quello maschile.
Certo nei loro diversi percorsi possono essere state sminuite da qualcuno per il loro genere.
Certo quando hanno partorito una o due o tre figlie femmine qualcuno si è avvicinato mesto consolandole: "Be', l'importante è la salute".
Certo sanno che al mondo le differenze pressano, premono, spremono e di strada ce n'è ancora da fare.
Ma loro tremano perché pensano al futuro delle loro femmine, di quelle loro signorinette di cui sono orgogliose, siano esse ancora minuscole o grandicelle, .
E non vogliono sentirsi dire da una di loro "non mi fidanzerò mai fino a quando non sarò grandissima perché ho paura"; né che il mondo le spaventa troppo.
E se non riescono a nascondere loro quello che sgomenta più o meno tutti, quell'orrore che non è neppure pensabile e che quando se ne parla lo si fa da lontano (per fortuna), mettendo un filtro, una protezione, perché non si riescono a trovare le parole; se non riescono a nascondere tutto ciò perché se ne parla ovunque, almeno vogliono riuscire a convincerle che il mondo non è tutto così, che imparando a pensare e ad amare il mondo lo si cambierà, che loro sono destinate ad un percorso d'amore, quello che ognuno si merita.
E così il mattino, alzano le tapparelle e le svegliano con un bacino lieve, ancora sono tiepidamente avvolte nelle coperte e nei sogni; e mentre danno loro quel bacino morbido proprio lì, nell'incavo del collo tra viso e spalle, in quel punto così indifeso e tenero, si augurano con tutta la forza e la rabbia che hanno dentro che le loro figlie, femmine, nella loro vita trovino qualcuno che le ami, le protegga, le rispetti e il mattino le svegli con dolcezza con un tenero bacio, mentre ancora sonnecchiano inermi, proprio come adesso, proprio come ciascuna bambina si deve aspettare.

sabato 18 maggio 2013

Supermamme da far girare la testa...

S'è già ampiamente detto in questa sede di come varie siano le tipologie di supermamme. Ci si soffermerà quindi oggi su una particolare tipologia piuttosto strana in cui però qualcuna di esse si potrà sicuramente riconoscere.
Di aspetto gradevole e piacevole agli occhi degli altri (loro non si piacciono); rassicuranti e concilianti nel carattere (a parte le furie dei cinque minuti, segretamente celate tra le mura domestiche e riservate in genere a chi loro amano di più); affidabili e puntuali nelle faccende domestiche e sul lavoro (ma quanto a volte vorrebbero buttare tutto all'aria e tirare un urlo di bastaaaaa!); ordinate e curate nella persona (senza essere troppo appariscenti e sfacciate); di segno zodiacale in genere dalle definite caratteristiche di "fedele", "amico", "determinato"... in genere le supermamme (e donne) con tali caratteristiche sono quelle che tutti definiscono "da sposare" e non si sa mai bene se questo è da intendere come un complimento o no.
Da ragazze veniva loro detto che "mezza scuola" le corteggiava: loro non se ne accorgevano, ed era ben difficile dal momento che nessuno apertamente si faceva avanti se non i casi più particolari ed eccentrici, strani menestrelli dal cuore romantico, o esseri gentili e cortesi che a loro non interessavano affatto, preferendo nei sogni il "bello" di turno dal cuore gelido e spietato.
Così, mentre le loro compagne si destreggiavano nelle prime, seconde, terze... esperienze amorose adolescenziali, loro aspettavano il vero amore e tutte le consolavano dicendo che erano "così inarrivabili che nessuno ci provava" (altra espressione di dubbio significato efficacemente consolatorio).
(Ma poi il vero amore è arrivato segnando un punto a favore della loro pazienza ed affidabilità: ma questo è un altro capitolo).
Ora, da supermamme, il loro fascino pare aumentato, l'aria apparentemente sbarazzina le fa sembrare un po' più giovani e la presenza dei pargoli accanto conferisce loro un plusvalore di cui non sospettavano.
Certo è che si devono accontentare. Non stiamo parlando infatti di giovani adoni con lo spritz in mano davanti a locali alla moda affollati all'ora dell'aperitivo, a lasciare loro il passaggio. Piuttosto di quei vecchiotti che chiacchierano delle millemiglia in città davanti ai giardini e si girano con nonchalance, o di quelli che galantemente le fanno entrare per prime nel negozio dei formaggi o in banca; o di quelli che le squadrano da capo a piedi da dietro il quotidiano aperto in biblioteca o nel bar del paese; o che si sentono in dovere di fare gesti da addetto portuale all'imbarco del traghetto quando loro stanno semplicemente uscendo da un parcheggio.
Non è una gran consolazione in effetti sentirsi corteggiate e apprezzate da una fascia di età magari galante e gentile (mah!), ma ancora una volta sfasata rispetto alle loro aspettative almeno anagraficamente parlando.
Anche se ad onor del vero non è solo così: ogni tanto ci si mette anche il collega mandrillo o l'amico di famiglia o il cugino gentile ad apprezzare le loro grazie e rinforzare il loro ego; ma soprattutto, rincasando, apprezzano quel "sei bellissima amore mio" che fa intendere come l'amore (o la presbiopia) davvero trasfiguri la realtà e la sublimi. Riflessa nello specchio in entrata quell'immagine di panda occhiaiuto, con il colorito spento e i capelli scomposti, loro non riescono a vederla come "bellissima", ma apprezzano lo sforzo, ed è una botta di autostima.
E poi, in fondo, quel pomeriggio, galoppando velocemente per raggiungere il parcheggio scaduto, mentre passavano davanti al monumento a quei pensionati gentili avevano fatto girare la testa, no?

giovedì 2 maggio 2013

Vent'anni

Certe supermamme hanno vent'anni, ma sono poche al giorno d'oggi.
Molte altre, che di anni ne contano di più, in certe sere malinconiche vorrebbero averne ancora così.
Per prepararsi per uscire dopo cena.
Per guardare il cielo e sperare che non ci siano troppe nuvole.
Per ballare senza sentirsi goffe o troppo vecchie per farlo.
Per annusare il futuro e sperare.
Per non fare troppi conti.
Per potersi permettere di guardarsi negli occhi con lui e niente più.
Per alzare il volume al massimo in macchina o nella propria stanza e non pensare a quello che penseranno i vicini.
Per sognarsi a quarant'anni con il bottino pieno di conquiste e vette raggiunte.
Per immaginare i nomi che avranno i propri figli.
Per asciugarsi lunghi capelli al vento e sentirsi comunque bene.
Per essere già grandi eppure ancora un po' bambine.
Per avere vent'anni e rendersene conto appieno.
ps. (e chissà cosa penseranno a sessanta dei quaranta!)